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22 Giugno 2010

Nucleare,Piemonte si sfila da ricorso regioni a Consulta

 ROMA 22 giugno (Reuters) – Il Piemonte, governato dal centrodestra dopo le ultime elezioni regionali, ha rinunciato oggi ufficialmente al ricorso presentato insieme ad altre 10 regioni contro un decreto legislativo del febbraio scorso che attribuisce di fatto al governo la scelta dei siti dove costruire le future centrali nucleari. Oggi, all’ inizio della discussione davanti alla Corte Costituzionale, i rappresentanti del Piemonte hanno presentato una delibera di giunta con cui la Regione, ora presieduta dal leghista Roberto Cota, ha rinunciato al ricorso che era stato approvato dalla precedente giunta di centrosinistra. La Consulta nella seduta di oggi ha acquisito le duemila pagine di ricorso delle difese ma non ha discusso le posizioni delle società energetiche Enel (ENEI.MI: Quotazione ) e Terna (TRN.MI: Quotazione ) (contrarie al ricorso delle regioni) e delle associazioni Wwf e Codacons (favorevoli), prendendo atto della loro rinuncia a partecipare al procedimento. Un’ eventuale decisione della Corte Costituzionale favorevole alle regioni — attesa prima dell’ estate — potrebbe rappresentare un ostacolo al previsto ritorno dell’ Italia al nucleare, a 23 anni dai referendum che sancirono la chiusura delle centrali. Le regioni sostengono che la delega a Palazzo Chigi in materia di nucleare non rispetti il Titolo V della Costituzione sulle competenze regionali in merito alla produzione di energia e al governo del territorio. Il ricorso — sostenuto da Toscana, Umbria, Liguria, Puglia, Basilicata, Lazio, Calabria, Marche, Emilia- Romagna e Molise — contesta anche che il provvedimento sia stato varato senza il parere della Conferenza Stato-Regioni. Se la Corte Costituzionale dovesse accogliere il ricorso, per il governo — che ha più volte annunciato l’ avvio dei lavori per le prime nuove centrali nel 2013 — sarebbe un duro colpo, perché molte regioni potrebbero opporsi al progetto, anche se con le scorse elezioni regionali il centrodestra ha conquistato la guida di alcune regioni fin qui ufficialmente "anti- nucleariste", come Piemonte, Lazio e Calabria. Nel frattempo, l’ Italia dei Valori sta raccogliendo le firme in calce a una richiesta di referendum che punta ad abrogare parti di alcune leggi — a partire dalla numero 99 del 2009 — allo scopo di impedire totalmente il ricorso al nucleare.
   

 

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