NUCLEARE: RICORSI DI 11 REGIONI DOMANI A ESAME CONSULTA
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fonte:
- Ansa
(ANSA) – ROMA, 21 GIU – L’annunciato ritorno al nucleare in
Italia passerà al primo vaglio della Corte Costituzionale
domani, quando 11 regioni che hanno impugnato la legge delega
del 2009 spiegheranno i motivi secondo cui, a loro dire, quel
provvedimento è da ritenersi illegittimo. Toscana, Umbria,
Liguria, Puglia, Basilicata, Piemonte, Lazio, Calabria, Marche,
Emilia Romagna e Molise hanno depositato da tempo i ricorsi che
a Palazzo della Consulta saranno discussi in udienza pubblica
(giudice relatore il vicepresidente Ugo De Siervo), quando
prenderanno la parola i legali delle regioni, l’avvocato
generale dello Stato per conto della presidenza del consiglio, e
– se saranno ammessi – anche l’Enel e il Codacons.
Il neo presidente del Piemonte, il leghista Roberto Cota, ha
già annunciato che non porterà avanti il ricorso sul nucleare
avviato dalla precedente giunta di centrosinistra guidata da
Mercedes Bresso. Annuncio, questo, di cui si attende la
formalizzazione domani mattina. Il governo, attraverso
l’avvocatura generale dello Stato, ha chiesto uno slittamento
dell’udienza sostenendo che le cause dovrebbero essere trattate
assieme ai ricorsi con cui alcune regioni (Emilia Romagna,
Toscana e Puglia) hanno impugnato anche il decreto delegato
dello scorso febbraio, attuativo della delega del 2009. Ma la
Corte non avrebbe al momento accolto l’istanza.
Numerosi i profili di illegittimità della legge delega
lamentati dalle Regioni. Al governo si contesta soprattutto
l’assenza di intesa e raccordo con ciascuna delle Regioni
interessate dalla scelta dei siti delle centrali; i criteri e le
modalità di esercizio del potere sostituivo dell’esecutivo
centrale in caso di mancato accordo; la possibilità di
dichiarare i siti aree di interesse strategico nazionale,
soggette a speciali forme di vigilanza e di protezione; la
procedura che prevede una autorizzazione unica (e non a livello
locale) sulle tipologie di impianti per la produzione di energia
nucleare rilasciata previa intesa della Conferenza unificata e
dopo delibera del Cipe.
La Corte Costituzionale dovrà pertanto fare chiarezza su
quali competenze prevalgano nel settore del nucleare alla luce
della riforma del titolo V della Costituzione. La tutela
dell’ambiente e della salute sono infatti di competenza statale,
ma queste devono confrontarsi con le competenze regionali
concorrenti in materia di energia e di governo del territorio.
Conclusa l’udienza pubblica, i giudici si ritireranno in camera
di consiglio nel pomeriggio. La decisione è attesa in
settimana. (ANSA).
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