21 Giugno 2010

NUCLEARE: RICORSI DI 11 REGIONI DOMANI A ESAME CONSULTA

GOVERNO CHIEDE RINVIO UDIENZA; RICORSI CONTRO LEGGE DELEGA

(ANSA) – ROMA, 21 GIU – L’annunciato ritorno al nucleare in

Italia passerà al primo vaglio della Corte Costituzionale

domani, quando 11 regioni che hanno impugnato la legge delega

del 2009 spiegheranno i motivi secondo cui, a loro dire, quel

provvedimento è da ritenersi illegittimo. Toscana, Umbria,

Liguria, Puglia, Basilicata, Piemonte, Lazio, Calabria, Marche,

Emilia Romagna e Molise hanno depositato da tempo i ricorsi che

a Palazzo della Consulta saranno discussi in udienza pubblica

(giudice relatore il vicepresidente Ugo De Siervo), quando

prenderanno la parola i legali delle regioni, l’avvocato

generale dello Stato per conto della presidenza del consiglio, e

– se saranno ammessi – anche l’Enel e il Codacons.

   Il neo presidente del Piemonte, il leghista Roberto Cota, ha

già annunciato che non porterà avanti il ricorso sul nucleare

avviato dalla precedente giunta di centrosinistra guidata da

Mercedes Bresso.  Annuncio, questo, di cui si attende la

formalizzazione domani mattina. Il governo, attraverso

l’avvocatura generale dello Stato, ha chiesto uno slittamento

dell’udienza sostenendo che le cause dovrebbero essere trattate

assieme ai ricorsi con cui alcune regioni (Emilia Romagna,

Toscana e Puglia) hanno impugnato anche il decreto delegato

dello scorso febbraio, attuativo della delega del 2009. Ma la

Corte non avrebbe al momento accolto l’istanza.

  Numerosi i profili di illegittimità della legge delega

lamentati dalle Regioni. Al governo si contesta soprattutto

l’assenza di intesa e raccordo con ciascuna delle Regioni

interessate dalla scelta dei siti delle centrali; i criteri e le

modalità di esercizio del potere sostituivo dell’esecutivo

centrale in caso di mancato accordo; la possibilità di

dichiarare i siti aree di interesse strategico nazionale,

soggette a speciali forme di vigilanza e di protezione; la

procedura che prevede una autorizzazione unica (e non a livello

locale) sulle tipologie di impianti per la produzione di energia

nucleare rilasciata previa intesa della Conferenza unificata e

dopo delibera del Cipe.

   La Corte Costituzionale dovrà pertanto fare chiarezza su

quali competenze prevalgano nel settore del nucleare alla luce

della riforma del titolo V della Costituzione. La tutela

dell’ambiente e della salute sono infatti di competenza statale,

ma queste devono confrontarsi con le competenze regionali

concorrenti in materia di energia e di governo del territorio.

Conclusa l’udienza pubblica, i giudici si ritireranno in camera

di consiglio nel pomeriggio. La decisione è attesa in

settimana. (ANSA).

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