NUCLEARE: IL CODACONS PRESENTA UN ESPOSTO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI BOLOGNA
CHIESTO MANDATO DI ARRESTO INTERNAZIONALE PER IL PRESIDENTE DELLA SOCIETA’ RESPONSABILE DELLA CENTRALE DI FUKUSHIMA
Dopo l’arrivo della nube tossica nei cieli dell’Emilia Romagna, Il Codacons ha depositato ieri un esposto alla Procura della Repubblica di Bologna, in cui si chiede di indagare i vertici della società Tepco (responsabile della centrale nucleare di Fukushima) per i reati di disastro ambientale e altri reati di pericolo e contro l’ambiente.
Come noto, nei giorni scorsi delle masse d’aria contaminate da materiale radioattivo rilasciato dalla centrale di Fukushima, sono giunte in Emilia Romagna, procurando allarme e preoccupazione tra i cittadini.
Per il Codacons, anche in assenza di danni certi per gli abitanti, i vertici della società Tepco devono essere indagati. La posizione dei dirigenti della centrale, infatti, si aggrava di giorno in giorno: ad alimentare le voci di una concreta responsabilità della Tepco, sono le accuse di Akiera Omoto, componente della Commissione giapponese per l’energia atomica che in un’intervista al Wall Street Journal rivelava che la “Tepco aveva pensato all’ utilizzo dell’ acqua di mare per raffreddare uno dei suoi sei reattori già il mattino dopo il terremoto-maremoto ma non l’ ha fatto fino alla sera quando l’ ordine è arrivato dal premier Naoto Kan. Voleva proteggere i suoi investimenti a lungo termine, ha rallentato le operazioni consapevolmente».
Il Codacons, alla luce dei pericoli corsi dal nostro paese, ha chiesto dunque alla Procura della Repubblica di Bologna di indagare i vertici della Tepco, e di valutare la necessità di disporre una richiesta di arresto internazionale nei confronti del presidente della società.
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