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24 Febbraio 2010

NUCLEARE: IL 22 GIUGNO LA CORTE COSTITUZIONALE DOVRA’ PRONUNCIARSI SULLA ILLEGITTIMITA’ DELL’ART. 25 E 26 DELLA L. N.99/2009 CHE PRIVA LE REGIONI DI OGNI POTERE IN MATERIA DI LOCALIZZAZIONE DI IMPIANTI NUCLEARI

    MENTRE IL GOVERNO SI COSTITUISCE CONTRO LE REGIONI, ALCUNI RAPPRESENTANTI DEL MEDESIMO GOVERNO CHE SI PRESENTANO ALLE REGIONALI DICHIARANO CHE SE ELETTI NON SARANNO INSTALLATE CENTRALI NUCLEARI

    In periodo elettorale l’argomento nucleare sembra essere scomparso, anzi meglio dire taciuto, salvo trovare spazio nelle promesse dei politici che, candidandosi alla presidenza di diverse Regioni, dichiarano di non volere centrali nucleari sul proprio territorio.
    E’ quanto oggi accade – spiega il Codacons – in BASILICATA, EMILIA ROMAGNA, LAZIO, LIGURIA, MARCHE, PIEMONTE, PUGLIA, TOSCANA, UMBRIA e MOLISE. Da un lato alcuni rappresentanti di centrodestra dichiarano che nessuna centrale nucleare verrà installata sul proprio territorio di competenza, dall’altro il partito al Governo di cui sono espressione si costituisce nei ricorsi pendenti dinanzi alla Corte Costituzionale per sostenere che le Regioni non hanno alcun potere né diritto a fornire elementi, pareri o autorizzazioni sulla collocazione delle centrali.
    Queste le singole posizioni per regione dei candidati del centrodestra, apparse di recente sulla stampa:

    PDL PER IL NO AL NUCLEARE:
    Candidato Regione Lazio Renata Polverini
    Candidato Regione Marche Emilio Marinelli
    Candidato Regione Puglia Rocco Palese


    PDL DICHIARAZIONI EQUIVOCHE:

    Candidato Regione Campania Stefano Caldoro
    Candidato Regione Basilicata Nicola Pagliuca
    Candidato Regione Umbria Fiammetta Modena

    PDL PER IL SI’ AL NUCLEARE:
    Candidato Regione Calabria Giuseppe Scopelliti
    Candidato Regione Emilia Romagna Anna Maria Bernini
    Candidato Regione Liguria Sandro Biasotti
    Candidato Regione Piemonte Roberto Cota

    Intanto il Governo è l’unico ad avere le idee chiare; mediante l’avvocato della Presidenza del Consiglio dei Ministri negli atti depositati contro le Regioni dichiara: “si tratta di questioni che travalicano in modo consistente i meri interessi territoriali e locali …e che non possono che trovare risposta in soluzioni complessivamente definite a livello nazionale”; ”le potenzialità tipiche dell’energia nucleare, tutte espressive di interessi unitari e non frazionabili,chiamano in causa le competenze legislative, anche esclusive, dello Stato sotto diversi profili…”.
    I profili di competenza strettamente esclusiva proclamati dal Governo per la gestione dell’affare nucleare (oltre quello economico…“occorre salvaguardare il sistema produttivo nazionale, la cui capacità di difesa e di concorrere sui mercati internazionali è minacciata da prezzi e tariffe dell’energia…”) sono:
    – Ordine pubblico e Sicurezza e sicurezza dello Stato;
    – Politica estera e rapporti internazionali dello Stato;
    Ma il Governo cita anche una sentenza della Corte Costituzionale che sarebbe calzante alla questione nucleare, ossia la pronuncia n. 18 del 2009. Tuttavia proprio la Corte Costituzionale – prosegue il Codacons – ha già dichiarato più volte che per la collocazione nelle Regioni di infrastrutture è necessaria una politica di leale collaborazione con le Regioni, lealtà e collaborazione che solo a chiacchiere questo Governo propone.

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