fbpx
21 Giugno 2010

Nucleare, domani a Consulta ricorso regioni contro governo

ROMA (Reuters) – Il previsto ritorno dell’Italia al nucleare potrebbe incappare questa settimana in un ostacolo importante, anche se non necessariamente insormontabile. Domani, infatti, davanti alla Corte Costituzionale comincia la discussione pubblica sul ricorso di ben 11 regioni contro un decreto legislativo del febbraio scorso che attribuisce di fatto al governo la scelta dei siti dove costruire le future centrali.

Le regioni, alcune delle quali assistite anche dagli avvocati del Wwf e del Codacons, sostengono che la delega a Palazzo Chigi in materia nucleare non rispetti il Titolo V della Costituzione sulle competenze regionali in merito alla produzione di energia e al governo del territorio.

Il ricorso – presentato da Toscana, Umbria, Liguria, Puglia, Basilicata, Piemonte, Lazio, Calabria, Marche, Emilia-Romagna e Molise – contesta anche che il provvedimento sia stato varato senza il parere della Conferenza Stato-Regioni.

Se la Corte costituzionale dovesse accogliere il ricorso per il governo – che ha più volte annunciato l’avvio dei lavori per le prime nuove centrali nel 2013 – sarebbe un duro colpo, perché molte regioni potrebbero opporsi al progetto.

Anche se con le scorse elezioni regionali il centrodestra ha conquistato la guida di alcune regioni fin qui ufficialmente "anti- nucleariste", come Piemonte, Lazio e Calabria.

Nel frattempo, l’Italia dei Valori sta raccogliendo le firme in calce a una richiesta di referendum che punta ad abrogare parti di alcune leggi – a partire da quella numero 99 del 2009 – allo scopo di impedire totalmente il ricorso al nucleare.

L’iniziativa del partito di Antonio Di Pietro – che deve raggiungere almeno 500mila firme – è stata criticata però da alcune associazioni, come Legambiente, che temono il rischio che al momento di un eventuale voto manchi di nuovo il quorum, come è accaduto per tutti i referendum abrogativi negli ultimi 20 anni.

Il governo, intanto, ha presentato a sua volta tre ricorsi contro altrettante regioni – Puglia, Basilicata e Campania – che con proprie leggi hanno escluso la costruzione di impianti nucleari e di depositi di stoccaggio del materiale radioattivo, senza la preventiva intesa con lo Stato.

Il primo ricorso verrà discusso ad ottobre.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox