15 Marzo 2011

NUCLEARE: CODACONS CHIEDE DIMISSIONI VERONESI

      Roma, 15 mar. (Adnkronos/Adnkronos Salute) – Il Codacons chiede
le dimissioni di Umberto Veronesi dall’Agenzia per la sicurezza
nucleare. "La tragedia del Giappone – afferma il Codacons in una nota
– evidenzia ancora una volta l’incompatibilita’ del professor Veronesi
al vertice di un’autorita’ cosi’ importante, soprattutto se si
considera la sua consolidata posizione pro-nucleare, e le sue tesi a
favore di Radio Vaticana".
      "Chi ci salvera’ da una eventuale sovraesposizione alle
radiazioni nucleari ionizzanti – si chiede l’associazione – se
Veronesi, nella qualita’ di perito di parte del Vaticano, sosteneva di
non doversi tutelare la popolazione di Cesano neanche dalle radiazioni
elettromagnetiche non ionizzanti? Inoltre, con una sentenza
pubblicata oggi sul ricorso del Codacons – che chiedeva che il
ministero dello Sviluppo economico, prima di decidere per l’opzione
nucleare, valutasse sotto l’aspetto scientifico la tecnologia connessa
al nucleare di quarta generazione – il Consiglio di Stato, pur
dichiarando inammissibile il ricorso, "ha sentenziato – prosegue il
Codacons – che gli "accertamenti sono rimessi alle valutazioni
discrezionali del Cipe che, nella sua competenza, li compira’
senz’altro con tutta la diligenza che il caso richiede, anche
vagliando se sia preferibile la tecnologia del nucleare di cosiddetta
quarta generazione".
      "Dopo questa sentenza – nota il Codacons – il ministero dello
Sviluppo e l’Agenzia per la sicurezza nucleare dovranno riaprire
obbligatoriamente le istruttorie tecniche dirette a capire come mai
siano state preferite, se non a vantaggio delle lobby del nucleare, le
centrali di terza generazione, che altri Paesi hanno gia’ abbandonato
in favore dei reattori di quarta generazione, i quali possono essere
realizzati con i medesimi tempi, piu’ elevate garanzie sul fronte
della sicurezza e minor produzione di scorie nucleari. Non solo: in
caso di incidenti, queste centrali hanno un diverso tipo di
raffreddamento degli impianti, che consente di evitare situazioni di
elevato pericolo come quelle riscontrate in queste ore in Giappone".

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