25 Aprile 2010

Nube, bloccato per un mese in Australia

Nube, bloccato per un mese in Australia
 

 
Prigioniero in Australia fino al 12 maggio per colpa della nube di cenere del vulcano islandese. Equivoco? Assurdità? Scherzo di cattivo gusto? No, tutto vero. Ed è capitato a uno studente universitario udinese. Lorenzo Lovo ha 20 anni. Il 30 marzo scorso era partito da Venezia via Dubai per raggiungere Perth, dove lo aspettavano degli amici conosciuti qualche mese prima a Udine. Vacanza bellissima, posti meravigliosi, natura incontaminata, città avveniristiche. Insomma un mondo del tutto diverso dal Friuli, agli antipodi appunto. Ma il 18 aprile, giorno prefissato per il rientro, accade l’ imprevisto. Lorenzo si presenta al check-in in aeroporto alle 4 del mattino e subito gli dicono che è meglio non imbarcarsi per Dubai, visto che dagli Emirati non si vola verso l’ Europa. Sono infatti i giorni più critici: i cieli di Francia, Inghilterra, Germania e Italia sono off-limits a causa della nube di cenere del vulcano islandese dal nome impronunciabile. Così lo studente universitario di ingegneria, consultatosi anche con i genitori, decide di fermarsi a Perth. Sarà per un giorno o due, pensa lui. I suoi amici continuano a ospitarlo senza problemi. Ma il 20 aprile arriva la mazzata. La compagnia Emirates, che dovrebbe riportare in Italia il ragazzo, gli comunica che il primo volo utile per Dubai e quindi per Milano è fissato per il 12 maggio. Prendere o lasciare. Per Lovo è una data lontanissima: a Feletto ha aperto un’ agenzia di rappresentanza e in maggio c’ è la sessione di esami a ingegneria, che non può ovviamente saltare. E poi i soldi per la bella vacanza sono finiti e gli amici australiani che lo ospitano hanno ripreso le loro attività, lontano da Perth. Insomma una situazione difficile e imbarazzante. E dire che l’ emergenza, per il vulcano, è finita da un po’ alle nostre latitudini. Per tutti, ma non per Emirates, che non vuole sentire ragioni. Così venerdì sera il papà di Lorenzo, Alberto Lovo, telefona in diretta a "Mi manda Raitre" a illustrare la sua assurda vicenda. «Ancora non abbiamo avuto contatti con la compagnia aerea – ha spiegato Lovo –, speriamo che qualcosa si muova. Mio figlio è senza soldi, per rientrare con qualche altra compagnia gli hanno chiesto migliaia di euro e non si sa se è possibile. A lui mancano i suoi libri e la sua attività lavorativa che aveva appena cominciato. Pensi che adesso, a Perth, lo hanno chiamato in una scuola a dare una mano a correggere i compiti di italiano. Ma è mai possibile che nel 2010 uno debba restare prigioniero a 15 mila chilometri di distanza?». Del caso si sta occupando anche il Codacons, ma per ora nessuna novità. Lorenzo trascorrerà un’ altra domenica a Perth, lontano dal suo Friuli.

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