3 Novembre 2014

Nozze gay, prefettura Roma ipotizza azione per annullarli di forza

Nozze gay, prefettura Roma ipotizza azione per annullarli di forza

dopo il rifiuto del sindaco marino di cancellare le 16 trascrizioni del 18 ottobre, giuseppe pecoraro studia il modo di eliminarle lui stesso dal registro del comune. il campidoglio: “almeno altre due coppie vogliono trascrivere il loro matrimonio”
ROMA – La querelle sul riconoscimento dei matrimoni gay non ha rovinato i loro rapporti personali, ma il conflitto istituzionale fra sindaco e prefetto è sempre più forte. E si aprono nuovi scenari pieni di contrasti dopo l’ intenzione manifestata da Ignazio Marino – prevista parecchi giorni fa dal prefetto Giuseppe Pecoraro – di riconoscere altre unioni omosessuali celebrate all’ estero così come ha fatto davanti alle telecamere con le prime sedici (“Ci sono almeno due nuove coppie che vogliono la trascrizione del matrimonio e hanno già manifestato la volontà di farlo, ma devono portare i documenti”, rivela l’ assessore alle Pari opportunità Alessandra Cattoi). Scenari che, dopo il decreto del prefetto di venerdì scorso che annulla quegli atti ordinando al Comune di ratificare il dispositivo con la cancellazione delle unioni civili, potrebbero comprendere anche un gesto forte della Prefettura per vincere l’ inerzia attuale in questa materia: eliminare il riconoscimento dei matrimoni dai registri del Campidoglio, sostituendosi di fatto al Comune. Possibile ricorso al tar del Comune Un’ ipotesi allo studio, sicuramente l’ ultima a essere presa in considerazione, dopo quella di un dietrofront di Marino, considerato per ora improbabile, che potrebbe annullare lui stesso le unioni, o di un ricorso al Tar del Comune contro l’ ordine prefettizio, già al centro di un esposto in procura presentato dal Codacons perché ritenuto – spiegano dal comitato – contrario alle norme comunitarie. A quel punto però non si esclude che i giudici amministrativi possano decidere per una sospensiva che potrebbe finire per accontentare tutti fino a nuovo ordine: i matrimoni sarebbe validi, per ora, e se ne potrebbero riconoscere anche altri, in attesa che la politica faccia la sua parte decidendo finalmente a livello nazionale. Si attendono nuove disposizioni del Viminale E proprio su questo piano in Prefettura, dopo l’ ultimo no di Marino, attendono indicazioni dal ministero dell’ Interno per procedere sull’ argomento. Il prefetto aspetta cosa dirà il ministro Angelino Alfano e che disposizioni verranno date dal Viminale a tutte le prefetture, perché se è vero che la vicenda romana è finita su tutte le cronache delle ultime settimane, è altrettanto vero che la questione è dibattuta in ogni provincia. L’ impressione è tuttavia che proprio per il clamore dei giorni scorsi Roma possa essere scelta dal Viminale come una sorta di apripista per attuare le disposizioni di Alfano in modo da verificare anche il loro effetto su uno scenario complicato e molto esposto. Roma banco di prova per Alfano Basti pensare che la vicenda del riconoscimento dei matrimoni – e delle polemiche che l’ hanno accompagnato sui media nazionali – è finita fra gli argomenti contenuti nel testo del decreto del prefetto. E a quel punto, se la manovra dovesse funzionare, allora i provvedimenti del Viminale potrebbero essere anche applicati altrove. Un piano alternativo in un duello che per molti finirà comunque nelle aule dei tribunali, nonostante la Procura abbia per il momento deciso di non intervenire, come ha ribadito giorni fa proprio al prefetto Pecoraro.

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