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17 Settembre 2014

Nozze gay, insorge la Curia Vendola: prefetto va rimosso

Nozze gay, insorge la Curia Vendola: prefetto va rimosso

• B O LO G N A . Per la Curia di Bologna la scelta del sindaco Virginio Merola di consentire la trascrizione in anagrafe delle nozze tra persone dello stesso sesso celebrate all’ estero è un «colpo di mano». Il giorno dopo l’ inizio delle trascrizioni, ma soprattutto dopo lo scontro tra il prefetto Ennio Mario Sodano (che ha chiesto al sindaco di revocare la direttiva che a luglio introdusse il diritto) e lo stesso sindaco (che non ha invece intenzione di recedere da quella che giudica essere una «battaglia di civiltà») nel capoluogo emiliano e non solo la polemica non accenna a diminuire. Dal punto di vista formale, la situazione invece non registra novità. Al momento quello di Sodano viene valutato a Palazzo d’ Accur sio come un mero invito a revocare la disposizione, ma se dovesse arrivare un’ intimazione – anche dallo stesso ministero – il Comune la valuterà anche dal punto divi sta legale. Intanto ieri, fino alle 16.30, nessuna nuova coppia aveva presentato richiesta di registrare la propria unione. Ma intanto la polemica si allarga. Per Nichi Vendola il prefetto andrebbe rimosso, «ma forse bisognerebbe rimuovere anche l’ attuale ministro dell’ Interno» ha detto alludendo forse al fatto che il titolare del Viminale non è intervenuto sul tema. Ed è facile ipotizzare che il prefetto bolognese non si sia mosso in totale auto nomia. Ma la polemica non risparmia nessuno. «Battaglia di civiltà fra l’ altro è riconoscere il diritto di un bambino nato con l’ utero in affitto di conoscere la madre biologica e non trovarsi con due uomini sposati all’ estero che vogliono usurpare il ruolo paterno e materno», ha detto Carlo Giovanardi, Ncd, con un riferimento chiaro alla vicenda familiare del senatore Pd Sergio Lo Giudice. Che proprio lunedì è stato tra i tre a registrare il matrimonio celebrato a Oslo col suo compagno, Michele Giarratano. Con loro, nel passeggino, c’ era anche il figlio di pochi mesi, nato, appunto, da una mamma surrogata. Più pacato monsignor Silvagni, vicario generale dell’ arcidiocesi: «la lettera del prefetto non ha bisogno di commenti, l’ istituto del matrimonio civile, condiviso da tutta la collettività e nel quale si riconoscono tante religioni e culture diverse, ha un suo profilo specifico che riteniamo non debba essere alterato con operazioni che assomigliano più a colpi di mano o forzature, che ad effettive maturazioni di una coscienza e una responsabilità. Sono temi molto delicati che dispiace vengano affrontati a colpi di slogan e con un approccio un po’ ideologico». Il vicario ha aggiunto di augurarsi che «da slogan e colpi di mano si passi a una riflessione e ad un approfondimento effettivo e profondo, senza pregiudizi e senza chiusure». E sulle adozioni gay ha spiegato che il tema è «delicato» ed «è importante procedere senza facilonerie e senza ideologismi». «Due persone che si amano, devono avere il diritto di sposarsi. Tutto il resto è noia», è la posizione del M5S per mezzo del capogruppo in Comune, Massimo Bugani. E se anche per il Codacons, basandosi su una sentenza della corte di Strasburgo, la trascrizione è legale, La Manif Pour Tous Italia (dal movimento francese contro il matrimonio tra coppie omosessuali) si schiera invece al fianco del Prefetto. Forza Italia manifesterà sabato contro la scelta di Merola.

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