20 Febbraio 2015

Nozze gay, il prefetto cancella le trascrizioni

Nozze gay, il prefetto cancella le trascrizioni

Formalmente, l’ amore «italiano» delle 15 coppie omosessuali sposate all’ estero – trascritte nei registri dell’ Anagrafe direttamente dal sindaco Giuliano Pisapia in veste di ufficiale di stato civile – è finito ieri tramite raccomandata. Per la precisione «con provvedimento del Prefetto numero 84149», come recita il documento di palazzo Diotti. L’ annullamento prima richiesto e poi disposto dal prefetto Francesco Paolo Tronca è andato a buon fine l’ 11 febbraio con gli ultimi adempimenti di un funzionario ad acta, vale a dire le annotazioni sull’ atto di matrimonio, anche se le coppie ne hanno avuto notizia solo ieri aprendo la casella di posta. A distanza di cinque mesi dalle prime richieste di trascrizioni, prosegue una querelle che ha visto il sindaco Pisapia in prima fila contro la circolare ai prefetti inviata dal ministro degli Interni Angelino Alfano che chiedeva la cancellazione delle trascrizioni già avvenute. Un diktat che Giuliano Pisapia non ha mai riconosciuto («sono tenuto alla trascrizione di matrimoni legittimi nei Paesi dove sono stati celebrati» ha ribadito anche ieri), appoggiando altresì il ricorso dei legali delle coppie e del Codacons. «Ci opporremo in tutte le sedi contro una decisione strumentale e discriminatoria», definita «fascista e oscurantista», invece, dalle coppie riunite sotto l’ ombrello del gruppo Love out law, «amore fuorilegge». Il sindaco «gentile» ha scelto di reagire citando una poesia di Pablo Neruda: «La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per la realtà delle cose; il coraggio per cambiarle». Parole tradotte poi nella rinnovata richiesta di un intervento del Parlamento: «Serve un provvedimento legislativo complessivo affinché l’ Italia si allinei a quell’ Europa di diritti a cui aspiriamo». Poi l’ attacco ad Alfano: «Mi fa piacere che da più parti si chiedano le sue dimissioni, i parlamentari presentino una mozione di censura formale». «La Cassazione – conclude su Facebook – ha affermato che le nozze tra persone dello stesso sesso, che pure non sono previsti in Italia, non contrastano con l’ ordine pubblico».Anche i legali delle coppie annunciano battaglia: «L’ annullamento è gravissimo – spiega Maria Grazia Sangalli di Rete Lenford -. Adesso si profila un conflitto di attribuzioni tra il potere giudiziario e quello esecutivo. Il prefetto ha usurpato le prerogative della magistratura». Da Palazzo Marino interviene anche l’ assessore Pierfrancesco Majorino: «Il ministro perseguita le coppie di fatto». La decisione del prefetto è «un passo indietro» per il leader metropolitano del Pd, Pietro Bussolati, e «uno schiaffo alla città» per il consigliere di Sel, Luca Gibillini, che a ottobre aveva presentato la mozione poi approvata in Consiglio con cui si diede mandato al sindaco di trascrivere le nozze. Le opposizioni in Comune, invece, esultano: «Meglio tardi che mai, siamo in ritardo di quattro mesi» dice riferendosi a Udine, dove la Procura però era poi intervenuta definendo illegittimo l’ atto del prefetto pur non contestandogli alcun reato, l’ Fd’ I Riccardo De Corato. «Pisapia chieda scusa alle coppie prese in giro» aggiunge il leghista Igor Iezzi. Dalla Regione, l’ assessore Cristina Cappellini parla a nome del Pirellone: «Esiste solo un’ idea di famiglia, tra donna e uomo». G. Valt.

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