11 Novembre 2020

Nove scuole su dieci sono in difficoltà con la didattica mista

l’ indagine della flc cgil sugli istituti in città. i pediatri vanno avanti con il loro invito a lasciare a casa i bambini
di Silvia Dipinto Nella valutazione in corso dinanzi al Tar di Puglia, il ministero dell’ Istruzione vuole esserci. Per acquisire elementi, spiegano l’ Avvocatura dello Stato e lo stesso ministero, che ieri con un atto tecnico si è costituito nel giudizio davanti ai giudici amministrativi che avevano decretato la sospensione della seconda ordinanza firmata da Michele Emiliano per la chiusura di scuole elementari e medie. L’ udienza collegiale è anticipata a mercoledì prossimo, vista l’ urgenza del tema: il governatore è convinto che i giudici possano cambiare idea e revocare la sospensiva, ottenuta grazie al ricorso del Codacons di Lecce e di alcuni genitori che chiedevano la didattica in presenza. Il ministero dell’ Istruzione (dopo avere ribadito inutilmente a Emiliano di ritirare o modificare il provvedimento) muove la sua pedina e si costituisce formalmente nel giudizio, per acquisire elementi utili e decidere le prossime mosse. La tensione fra Roma e Bari è alle stelle. La ministra Lucia Azzolina non ha gradito nessuna delle tre ordinanze firmate da Emiliano in meno di un mese: la prima lasciava gli studenti del triennio delle superiori a casa, la seconda chiudeva elementari e medie, la terza sollecita la possibilità ai genitori di chiedere la didattica a distanza anche non in caso di quarantena o isolamento. Quasi tutti i dirigenti scolastici sono schierati con la ministra e invocano l’ autonomia contro le ingerenze della Regione. Le famiglie si dividono: buona parte dei 167 mila studenti delle elementari sono tornati in classe, mentre le percentuali più alte di assenze si registrano fra i 113 mila alunni pugliesi delle medie. I genitori a favore della didattica a distanza denunciano che le scuole non hanno sufficiente connettività e non garantiscono un’ offerta didattica ugualmente valida a chi resta a casa. Effettivamente sono pochi gli istituti comprensivi pronti e operativi con la didattica mista, con una parte degli alunni in aula e l’ altra collegata da remoto. A confermarlo è un’ indagine condotta dalla Flc Cgil di Bari, che ha interrogato circa un quinto delle scuole di Bari e della provincia per scoprire che appena il 12 per cento dichiara di avere avviato la nuova modalità, mentre l’ 88 per cento è in affanno per connettività e dispositivi. «Emiliano propone un’ idea indefinita di didattica mista – tuona Ezio Falco, segretario della Flc Cgil Bari – Da un lato ci siano le ordinanze e i dpcm, dall’ altro gli addetti ai lavori, che necessitano di definizioni chiare e di indicazioni precise». Flc Cgil, Cisl, Uil scuola, Snals Confals invitano ministra e governatore ad abbassare i toni del conflitto e fanno appello a Emiliano ad ascoltare i sindaci dei comuni con le situazioni epidemiologiche più critiche. Sul fronte opposto continua la crociata dei medici per convincere i genitori a tenere a casa i bambini. La Federazione dei pediatri riporta il caso di Toritto, studiato dal pediatra Damiano Colazzo. Scoperto un focolaio nel paese, la chiusura delle scuole ha determinato una riduzione dell’ indice Rt dell’ 11 per cento a sette giorni e del 17 a 14 giorni. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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