30 Giugno 2017

Notte di piazza San Carlo I feriti accusano il sindaco

 

ROMANon cambia la sua agenda, il sindaco di Torino Chiara Appendino del Movimento 5 Stelle. Dopo aver appreso di essere stata iscritta nel registro degli indagati per gli incidenti del 3 giugno in piazza San Carlo e aver delegato il suo portavoce Luca Pasquaretta di ribadire che «nessuna comunicazione della procura è arrivata», è partita due giorni per Londra. Tornerà domenica. «Impegni istituzionali presi da tempo», fanno sapere dal comune di Torino, dove l’ aria dopo il rimpasto di giunta e l’ inchiesta sul caos durante la finale di Champions League costato 1.526 feriti e una vittima, si fa sempre più pesante.Lesioni colpose è l’ ipotesi di reato con cui il procuratore Armando Spataro ha iscritto Chiara Appendino nel registro degli indagati. Ma ieri il magistrato ha voluto specificare che «la procura non ha disposto di propria iniziativa alcuna iscrizione nel registro degli indagati di persone avanti responsabilità istituzionali», ma solo «nell’ ipotesi in cui pervengono querele-denunce da parte di privati, l’ iscrizione costituisce un atto dovuto».In pratica, i pm che stanno indagando sui quanto accaduto in piazza San Carlo, si sono trovati davanti decine di querele presentate dai feriti che puntano il dito su chi ha organizzato l’ evento a cominciare dal Comune e da Turismo Torino, l’ ente delegato dall’ amministrazione. Ci sono querele che citano direttamente il sindaco Chiara Appendino, tra cui un esposto presentato dal Codacons che accusa sindaco, comune e prefettura «delle tante carenze sul fronte della sicurezza in piazza San Carlo». Ora il sindaco dovrà essere sentito non più come testimone a conoscenza dei fatti, ma come indagata. Anche se, il procuratore Spataro ha smentito che siano «previsti interrogatori di persone che rivestono pubblici uffici». Intanto a Palazzo di Giustizia giorno dopo giorno aumenta il numero delle querele che raccontano le storie di chi il 3 giugno è arrivato per assistere alla partita della sua squadra del cuore e si è invece ritrovato dentro una calca infernale. C’ erano 30mila persone quella sera davanti al maxischermo per la finale tra Juventus e Real Madrid. Per un causa che non è stata ancora chiarita (forse lo scoppio di petardi scambiato per atto terroristico), improvvisamente tra la folla si è scatenato il panico. Ragazzi, famiglie con bambini, anziani hanno cercato una via di fuga travolgendo e schiacciando altre persone. Erika Pioletti, di 38 anni, è morta dieci giorni dopo, mentre una donna ancora ricoverata rischia di rimanere paralizzata. I fascicoli aperti dalla procura sono due: uno, quello principale per cui si procede per il reato di omicidio colposo e che riguarda la morte di Erika, l’ altro è relativo alle lesioni per i 1.526 feriti. A questo punto, gli indagati sono tre. Oltre il sindaco del Movimento 5 Stelle, il presidente di Turismo Torino, Maurizio Montagnese e il direttore generale dello stesso ente Danilo Bessone la cui firma compare in alcuni documenti relativi all’ organizzazione. Ad un anno dalla sua elezione, dopo una luna di miele con gli elettori cala la fiducia dei torinesi verso il loro sindaco. E dal 64% di fiducia espresso a settembre dello scorso anno in cui è stata eletta il “sindaco più amato d’ Italia” Chiara Appendino è scesa al 45%. In mezzo, la notte della Champions finita in dramma.©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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