6 Ottobre 2010

” Notte da incubo sull’ aereo ” La compagnia sotto inchiesta

VERONA – Nella loro denuncia collettiva raccontano di aver « vissuto quattordici ore di autentica passione da Fiumicino a Verona mentre, in realtà, eravamo diretti in Friuli » . Ma in più di novanta passeggeri lamentano anche « una notte in bianco senza assistenza e nessuna informazione da parte della compagnia aerea » . Non solo, perché nell’ esposto figurano pure « inutili chiamate a carabinieri, polizia e persino alla Protezione civile » . Ad accomunare i viaggiatori che una decina di giorni fa si sarebbero ritrovati « costretti a sobbarcarci una vera e propria odissea in volo » , è adesso la ferma intenzione a ottenere giustizia. Verificare le eventuali responsabilità per quanto accaduto ma, soprattutto, la concessione di un « adeguato risarcimento per la disavventura che ci siamo trovati nostro malgrado a subire » . Tutti insieme, i poco meno di cento passeggeri coinvolti si sono così rivolti al Codacons di Udine ( si tratta per la maggior parte di residenti in Friuli) in quanto, stando alla loro versione, « a dispetto di quanto affermato nei giorni scorsi da Alitalia, non risulta a tutt’ oggi che la compagnia di bandiera stia contattando i novanta passeggeri per risarcirli del danno causato venerdì 24 settembre sera, quando il volo Roma-Ronchi è durato 14 ore, è stato deviato a Verona e i viaggiatori, tranne quelli che a proprie spese sono tornati a casa, sono stati costretti a trascorrere la notte in aeroporto » . A spiegare nel dettaglio la situazione è lo stesso presidente provinciale dell’ associazione, Nicola D’ Andrea: « In ogni caso, anche se Alitalia offrisse il bonus da utilizzare nei voli successivi, non sarebbe sufficiente: non è previsto come forma ordinaria di r i sarcimento. Inoltre, per essere emessi, i bonus richiedono il consenso del passeggero. Le compagnie aeree li offrono per evitare esborsi economici: si tratta di un " contentino". In ogni caso il passeggero può legittimamente rifiutare il bonus senza perdere il diritto al risarcimento dei danni » . Al momento, secondo il Codacons, i viaggiatori coinvolti non avrebbero ricevuto dalla compagnia alcuna manifestazione di disponibilità a un eventuale rimborso: « Ribadiamo che la comunicazione del rimborso va fatta a tutti in via ufficiale e al momento del fatto, e non dopo; questo – motiva l’ associazione – per consentire ai passeggeri di comportarsi di conseguenza dal momento che non tutti possono permettersi di spendere 450 euro di taxi senza la garanzia di venire rimborsati » . Tra i quasi cento viaggiatori che si sono rivolti a Codacons, ce n’ è una secondo cui, « la verità è che, quella notte, siamo stati abbandonati a noi stessi, e per questo ora chiediamo il risarcimento » . Una richiesta di giustizia, quella dei passeggeri, giustificata anche dalla circostanza che « nessuno – stando al loro racconto – ci aveva detto che le spese per tornare in taxi o altri mezzi sarebbero state rimborsate, altrimenti non saremmo stati tutta la notte i n aeroporto ad at t endere i nvano i nformazioni… Tutti i componenti dell’ equipaggio, uno dopo l’ altro, se ne sono andati in sordina. Tant’ è che uno di noi ha ironicamente detto al vice-comandante pilota: " un applauso al comandante che abbandona la ciurma". Lui ha solo risposto che la responsabilità non era dell’ Alitalia » . Da che parte stia la ragione, starà adesso alla magistratura appurarlo.

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