Notai, farmacisti e carrozzieri “Sono solo finte aperture”
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fonte:
- La Stampa
Il giorno dopo il sentimento più diffuso è la delusione. In alcuni casi addirittura lo sdegno. Risultato di un giudizio negativo largamente condiviso tra categorie molto diverse tra loro. Dai consumatori agli autoriparatori, dai notai ai parafarmacisti. Nel mirino, per tutti, c’ è il disegno di legge sulla concorrenza varato venerdì dal governo. I rilievi dei notai Di provvedimento «incoerente» con la finalità della norma parla con La Stampa Domenico Cambareri del Consiglio nazionale dei notai. «Crea disparità di trattamento tra immobili ad uso abitativo e gli altri immobili – spiega -. Apre un canale agevolato per le transazioni al di sotto dei 100mila euro, ma pensare che senza controllo notarile si abbiano uguali tutele, vuol dire dividere la popolazione in due fasce: i ricchi godranno delle garanzie, i poveri saranno a rischio». In pratica c’ è un travaso di competenze dal notaio all’ avvocato. Ma Per Cambareri c’ è un altro pericolo legato all’ importanza di garantire controlli accurati per evitare l’ abuso dello strumento societario: «I notai sono la categoria più attiva sul fronte dell’ antiriciclaggio. Oltre il 90% delle segnalazioni arrivano da noi». L’ ira dei parafarmacisti Mentre Assofarm plaude al divieto di vendita dei medicinali di fascia C fuori dalle farmacie («Una scelta di buonsenso), boccia invece il ddl il presidente della Federazione parafarmacie italiane, Davide Gullotta. «Un provvedimento vergognoso, come vergognosa è stata la disinformazione fatta dal ministro Lorenzin con il suo tweet in cui parla di vittoria dei pazienti e soprattutto degli anziani – si sfoga il presidente della Fnpi con La Stampa -. Allargare anche alle parafarmacie la vendita dei medicinali di fascia C non avrebbe abolito l’ obbligo di ricetta medica e in più ci sarebbe sempre un farmacista a valutarle». Poi c’ è l’ apertura all’ ingresso dei capitali nelle farmacie. «A noi laureati che abbiamo investito di tasca nostra senza aiuto dallo Stato il governo ci impedisce di vendere una certa categoria di farmaci – conclude Gullotta -. Ma se hai i soldi o sei figlio di farmacista, anche se non sei laureato in farmacia, puoi comunque ereditarla e gestirla: una vergogna assoluta». Esclusione, quella dei farmaci di fascia C, che secondo Adusbef e Federconsumatori «non significa essere dalla parte dei cittadini, bensì degli interessi della lobby delle farmacie». Rc, carrozzieri in rivolta «Altro che concorrenza, il ddl del governo è un vero e proprio regalo alle assicurazioni in materia di Rc Auto», accusa Franco Mingozzi, presidente Cna Autoriparatori. «Si fa decidere a chi deve risarcire il danno quanto risarcire – spiega a La Stampa -. Le assicurazioni sceglieranno il carrozziere obbligandolo a lavorare sottocosto mettendo a rischio la qualità e la sicurezza delle riparazioni. Non mi scandalizza il comportamento delle assicurazioni, ma quello di un governo che vara un provvedimento non degno di un paese civile». Poi c’ è la questione degli sconti per chi decide di installare la scatola nera nella propria vettura. Che secondo il Codacons «rischia di tramutarsi in una colossale bufala» per i cittadini. «Ogni apparecchio ha un costo annuo di circa 75 euro – spiega il presidente Carlo Rienzi -. La spesa, se a carico degli automobilisti, non solo vanificherebbe lo sconto sulle tariffe Rc Auto, ma addirittura determinerebbe rincari in quelle zone d’ Italia dove le tariffe sono più basse». Recesso e penali Capitolo utenze. Pagheremo una penale, denuncia Altroconsumo, quando lasceremo un operatore telefonico, fisso e mobile, prima della scadenza contrattuale: «È un passo indietro. Le penali erano scomparse grazie al decreto Bersani del 2006, ora il governo Renzi le reintroduce a sorpresa».
antonio pitoni
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