6 Ottobre 2015

NORMAN ATLANTIC: RISOLTO IL MISTERO DEI FILE AUDIO

    NORMAN ATLANTIC: RISOLTO IL MISTERO DEI FILE AUDIO

    ECCO COSA E’ SUCCESSO NEI MINUTI CONCITATI DELL’EMERGENZA

    Finalmente risolto il mistero dei file audio che nella fase iniziale delle indagini non era stato possibile recuperare dalla scatola nera della Norman Atlantic e la cui assenza era stata immediatamente notata dai consulenti del Codacons.  I Periti del GIP sono riusciti ad estrarre i file mancanti insieme ad altre informazioni precedentemente non scaricate: ben 1 Gb di memoria che era rimasto finora  “nascosto”.
    E’ stato così possibile ricostruire in dettaglio alcuni dei momenti più drammatici del naufragio del traghetto andato a fuoco il 28 Dicembre 2014 in navigazione tra la Grecia ed il porto di Ancona. Le prime avvisaglie dell’incendio arrivano in plancia intorno alle 4.23: qualcuno riporta di aver visto del fumo. Ma la certezza che qualcosa di veramente grave stia accadendo matura alle 4.27.00 quando si sente una voce chiaramente alterata che grida “ C’è un incendio!”. Due minuti dopo viene dato l’ordine di avviare manualmente uno dei sistemi antincendio (il drencher) al ponte 4, ma la conferma che la manovra abbia avuto successo stenta ad arrivare: una risposta affermativa giunge alle 4.33, ma, evidentemente, il Comandante non è convinto perché continua a chiedere rassicurazioni sul corretto funzionamento che, però, non arrivano. Ancora alle 4.40.38 alla domanda (presumibilmente) del Comandante “Luigi il drencher sta funzionando?” segue un’inquietante risposta “ …è pieno di fumo…è pieno di fumo” , seguita alle 4.45.20 da una ancora più inquietante “.. dal tubo antincendio esce fumo non acqua!”. Quasi immediata la richiesta di soccorsi, alle 4.39, con la precisazione che è in corso un grave incendio e che servono dei rimorchiatori per spegnerlo: evidentemente è ormai chiaro che i sistemi antincendio presenti sulla nave non sono in grado di far fronte all’emergenza. Drammatica la richiesta quasi disperata alla Capitaneria di Porto di Bari delle 4.47:” Intervenite con tutti i mezzi: non possiamo mettere le lance in mare, abbiamo un gravissimo incendio a bordo, venite con i rimorchiatori”.
    Il materiale informatico appena recuperato verrà messo a disposizione delle parti nel giro di una settimana; solo allora i Consulenti del Codacons potranno condurre in autonomia le loro indagini che porteranno certamente alla luce informazioni preziose ai fini della ricostruzione di quanto realmente è accaduto a bordo e, in particolare, di cosa, eventualmente non ha funzionato, consentendo all’incendio di propagarsi praticamente incontrastato. Per condurre con buone probabilità di successo questo tipo di analisi, però, è assolutamente necessario che le aziende che hanno fornito e installato strumentazione, sensori, apparati sulla nave, in primis la SIRM di Torre Annunziata, collaborino con gli inquirenti e i con i Periti fornendo alcune informazioni senza le quali non sarà possibile decodificare la sequenza degli allarmi registrati nella scatola nera. I consulenti del Codacons, finora inascoltati, hanno ripetutamente richiesto agli inquirenti e ai Periti di acquisire le tabelle di decodifica degli allarmi che costituiscono una sorta di “stele di Rosetta” che consentirà finalmente una ricostruzione fedele e completa dei fatti. L’auspicio è che risulti finalmente chiara la centralità di tali informazioni e che ogni residua resistenza possa essere quanto prima superata nell’interesse della Verità e nel rispetto della memoria delle vittime e del dolore dei loro familiari.

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