NORMAN ATLANTIC: DALL’ INCHIESTA EMERGONO INQUIETANTI PARTICOLARI SUL CARICO DELLA NAVE
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fonte:
- Puglialive
16/04/2015 MEZZI PESANTI TROPPO RAVVICINATI E ANCORATI CON UN SOLO CAVO DI SICUREZZA Nell’ imminenza dell’ apertura dell’ incidente probatorio per accertare le cause e ricostruire la dinamica del grave incidente di cui è stata vittima nella notte del 28 dicembre scorso la motonave Norman Atlantic, la Procura della Repubblica di Bari ha depositato gli atti relativi alle indagini fin qui svolte. Si tratta di un faldone di oltre 20.000 pagine – spiega il Codacons, presente nel procedimento in rappresentanza di alcuni passeggeri del traghetto – che continuerà certamente ad arricchirsi di documenti, dati tecnici e testimonianze nelle prossime settimane. Emergono, intanto, inquietanti particolari sulle modalità di sistemazione e messa in sicurezza del carico, costituito in prevalenza da TIR e grossi mezzi da trasporto, oltre che da autovetture. Da alcune testimonianze dei marinai addetti alle operazioni di carico, si evince una certa “disinvoltura” nella messa in sicurezza dei mezzi pesanti, il cosiddetto “rizzaggio”, che consiste nel fissarli ad alcuni punti fermi della nave, mediante cavi opportunamente messi in tensione per evitare movimenti in caso di mare grosso. Infatti, le condizioni meteo-marine avverse avrebbero richiesto la messa in opera di almeno 2 o 3 cavi per lato, mentre molti automezzi sarebbero stati assicurati con un solo cavo. Anche le distanze di rispetto tra automezzi adiacenti e tra automezzi e paratie della nave, che dovrebbero sempre consentire il passaggio di personale e mezzi di rapido intervento in caso di emergenza, non sarebbero state rispettate, secondo quanto emerge dai primi rapporti. La maggior parte degli automezzi e delle autovetture è stata distrutta dal fuoco. Un elenco dettagliato dei mezzi pesanti imbarcati e del loro carico, insieme ad una lista degli automezzi che è stato possibile identificare, corredata da una sommaria descrizione del loro stato di conservazione, è contenuta nel rapporto della Capitaneria di Porto di Bari che ha effettuato un sopralluogo ai garage della motonave lo scorso 10 marzo. Proseguono, intanto, con la partecipazione attiva dei consulenti del Codacons, gli accertamenti sulla scatola nera alla ricerca delle informazioni forse più preziose che essa avrebbe dovuto custodire e restituire agli inquirenti, cioè i file audio contenenti la registrazione dei dialoghi in plancia di comando e in sala macchine: di essi, infatti, non è stato possibile finora rinvenire la benché minima traccia. Intanto le imprese assicuratrici stanno trattando con il Codacons il risarcimento da riconoscere ai naufraghi assistiti dall’ associazione.
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