Non-votanti, i veri terzisti da corteggiare
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fonte:
- Il Tempo
DESTINATI sovente a finire sotto la generica e complessiva etichetta «altri», dichiaratamente estranei ai due poli, pronti a raggranellar voti proprio in nome della diversità ossia dell`essere «terzi», mai come nelle elezioni europee i partitini sperano di rastrellare simpatie, mercé il sistema proporzionale purissimo. Nel loro insieme, stavolta, non possono essere troppo soddisfatti. Certo, ha poco senso politico mettere insieme consumatori e mussoliniani, ma serve a capire quanti siano gli elettori che vogliono sfuggire alla logica bipolare, agevolati dalla circostanza che anche i voti rastrellati in fondo al barile possono risultare utili.
Dunque, sintetizziamo. All`ultradestra la Fiamma, Rauti e la Mussolini assommano poco più del 2%, un aumento non ciclopico rispetto all`1,6% della sola Fiamma nel `99, ma sufficiente a strappare due seggi. Le due liste civetta (verdi verdi e Paese nuovo), eleganti pretesti per ingannare gli elettori rispettivamente dei verdi e dell`Udc, sono state, nell`insieme, di molto sotto l`1%; se i suffragi dei verdi verdi fossero finiti ai verdi di Pecoraro, non avrebbero comunque recato benefìci in termini di seggi.
I consumatori del Codacons contano su mezzo punto percentuale. Al medesimo livello sta il cartello autonomistico di Alleanza Lombarda, sardisti ed oltranzisti tedeschi dell`Alto Adige. Vanno invece collocate nel centro-sinistra Union Valdôtaine e Volkspartei, collegate col Triciclo per ripartire i seggi. Briciole insignificanti per i No euro, presenti solo al Nord Ovest, mentre hanno confermato il loro seggio i pensionati, cresciuti anzi, a conferma che la semplice sigla «pensionati» in un`elezione qualsiasi porta a casa l`1%, percentuale inutile in qualsiasi sfida tranne che alle europee. Segni, stavolta con Scognamiglio, è rimasto a casa. Infine, i radicali, lontanissimi dal trionfo del `99, sono fermi rispetto a due anni fa.
Nel loro insieme, questi «altri», estranei ai poli, avevano nel `99 9 seggi col 12%; sono scesi a 5 con l`8%. Un tracollo. Se si guarda alle politiche, si riscontra pure un arretramento, atteso che nel 2001 sfiorarono il 10%, grazie soprattutto a Di Pietro e D`Antoni, all`epoca schierati fuori dei blocchi.
C`è poi chi, pur inserito, tende a smarcarsi dai poli: al centro-sinistra Alleanza popolare, appena di poco sopra l`1%; al centro-destra Sgarbi con La Malfa, invece condannato all`onta della percentuale con lo zero come prima cifra. I socialisti – che con il Nuovo Psi di De Michelis mettono insieme frange più a sinistra, come Signorile – raggiungono il 2%.
Insomma nemmeno un votante su dieci ha scelto fuori dei due grandi schieramenti. Ma la scelta vera contro i due poli non l`hanno fatta questi tre milioni di votanti, a cifre tonde, che si sono sfogati su partiti tutti dal 2% in giù, sibbene quei 17 milioni di cittadini che hanno scelto l`astensione o la scheda bianca o la nulla volontaria. 17 milioni: più di Triciclo e Fi assommati. Sono questi i terzisti autentici, all`interno dei quali dovranno attingere Cdl e Ulivo nelle prossime competizioni.
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