Nonne e nipoti a rischio
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fonte:
- Il Tempo
Ecco cosa potrebbe succedere a Roma
RIDONO solo i giovani. Le nonne e i nipotini invece no. Perché sono proprio gli anziani e i più piccoli, e fra questi le donne over 65 e i neonati, le principali vittime del caldo. Che potrebbe causare due morti per ogni grado in più, in una città come Roma. È la previsione del primo rapporto Oms-Apat su cambiamenti climatici e salute in Italia, presentato ieri a Palazzo Rospigliosi, nella giornata più calda del mese, 35,6 gradi alle due del pomeriggio. Cosa potrebbe succedere nella Capitale lo ha spiegato il professor Roberto Bertollini, commissario Salute e ambiente dell`Oms, commentando i dati del primo rapporto sugli effetti del caldo sulla salute, dal titolo: «Cambiamenti climatici ed eventi estremi: rischi per la salute in Italia». «Le grandi città sono un elemento particolarmente preoccupante nel fenomeno dei mutamenti climatici, poiché le isole urbane aumentano l`effetto negativo delle ondate di calore» è stata la premessa. «A Roma la mortalità media giornaliera è di 50 persone, come dicono le statistiche nazionali in materia – dice Bertollini – se si verificasse un aumento della mortalità del 3%, legato all`aumento di un grado delle temperature medie, si possono avere uno o due morti in più al giorno». Sul lungo periodo, non c?è da stare allegri. «Il fenomeno analizzato sulla singola giornata non è così drammatico, ma moltiplicato nel tempo diventa un dato preoccupante» ha proseguito anche se «è una mortalità prevenibile che riguarda l`effetto assoluto della mortalità, cioè l`aumento effettivo della mortalità sull`atteso storico». Vale a dire che i morti per il caldo sono in più rispetto ai morti attesi. La prevenzione ha funzionato bene solo nelle grandi città, come Roma, dove anche quest?anno il sindaco Walter Veltroni ha riproposto il pacchetto «Nonna Roma» per gli anziani che restano a casa. «Negli ultimi anni si è lavorato bene, ci si è mossi per tempo dal punto di vista dei servizi socio-sanitari e dell`informazione. I dati del 2006 mostrano che la prevenzione delle ondate di calore è stata fatta meglio che nel 2003» è il plauso, ma «tutto questo ancora non basta». Per il Codacons ci sono più decessi per il caldo di quelli dichiarati. «Nessuno li registra» è l?accusa dell`associazione che ricorda che nel 2003 «il Codacons chiese al ministro della Salute di allora, Girolamo Sirchia, di aprire un`inchiesta a seguito della quale l`Iss dimostrò che quella estate ci fu un`autentica strage di anziani». Ecco perché per il Codacons «sarebbe il caso che i camici bianchi andassero a visitare i loro assistiti inseriti nell`anagrafe della fragilità» ha chiesto il Codacons, che appoggia la proposta del ministro dell`Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio di rivedere il Piano sanitario nazionale tenendo conto dei cambiamenti climatici. Ieri, che caldo. La temperatura massima è salita ancora. Alle 14.10 sono stati toccati i 35,6 gradi, mentre 40 minuti prima, alle 13.30 ce n?erano 34,7, ha comunicato la responsabile dell`Osservatorio del Collegio Romano, Franca Mangianti, che ha anche spiegato che quella di ieri è stata «sicuramente la giornata più calda del mese, visto che l`altro picco si è registrato il 19 giugno con 34,5 gradi e poi perché da domani la temperatura comincerà a diminuire».
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