1 Settembre 2013

«Non vendiamo libri usati mettiamo solo i ragazzi in rete»

«Non vendiamo libri usati mettiamo solo i ragazzi in rete»

 

• «Siamo studentesse e studenti che da anni si battono per il diritto allo studio in Puglia, viviamo all’ interno di scuole sempre più elitarie e chiuse, nelle quali l’ edilizia scolastica è quantomai precaria, che tentano di imporre il contributo volontario; in città dove i trasporti costano sempre di più e gli spazi per gli studenti non esistono». Sono alcune delle intense e un po’ amare considerazioni dell’ Unione degli studenti di Bari. Il dibattito, che infuria da alcuni giorni, è sul diritto allo studio, sul caro libri, sulle difficoltà delle famiglie. Su come, insomma, l’ istruzione rischi di trasformarsi sempre più drammaticamente in un bene di lusso. Il dibattito si è arricchito di voci, non ultima quella di Alessandro Laterza vicepresidente per il Mezzogiorno di Confindustria, che ha scelto le colonne della Gazzetta. Secondo l’ Unione degli studenti, Laterza non sarebbe a conoscenza «dell’ entità reale delle spese di uno studente medio all’ inizio della scuola, denunciate dall’ Onf (Osservatorio nazionale Federconsumatori) e da Codacons, i cui rapporti evidenziano gli aumenti nel costo di libri di testo e corredo scolastico. L’ aumento del 6% delle spese e i costi di 728,60 euro per i libri della scuola superiore e di 1189,60 euro a famiglia per i corredi scolastici sono tratti infatti dai loro rapporti, fonti sicuramente più au6% torevoli di noi». «Non abbiamo registrato noi stessi i dati, ma possiamo testimoniare dopo nove anni di organizzazione di questa iniziativa, che i costi dei libri sono lievitati annualmente e senza freni. Tutto ciò è avvenuto a Zona Franka, che non è un punto vendita di libri usati, bensì un centro servizi e spazio sociale studentesco, da anni aperto in città, luogo d’ incontro, discussione e condivisione per le studentesse e gli studenti baresi, all’ interno del quale mettiamo in pratica forme di mutualismo, come le lezioni di italiano per migranti, ripetizioni sociali, dibattiti e incontri, oltre al mercatino del libro usato». «Organizziamo da tanti anni – spiega l’ Unione degli studenti – un mercatino dei libri usati, nè per profitto, nè per business, ma semplicemente perché siamo studenti delle scuole superiori che provano assieme a risolvere un problema collettivo. Possiamo testimoniare che negli anni abbiamo visto tante edizioni cambiare, con contenuti identici e codici ISBN differenti, causa per cui studenti e famiglie comprano spesso libri nuovi e costosi. Non possiamo infine che essere d’ accordo rispetto al fatto che ridurre il costo dei libri di testo non sia una soluzione, bensì un “tampone”. Sosteniamo infatti fermamente il progetto messo in campo dal Comune attraverso il sostegno dell’ assessore Fabio Losito alla nostra proposta per l’ adozione del comodato d’ uso sui libri di testo: un esempio di risposta concreta sul tema del diritto allo studio».

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