3 Novembre 2009

“Non tutti devono pagare per la depurazione delle acque”

 Il balzello viene applicato anche a chi non è allacciato all’impianto DEPURAZIONE La paga solo chi è allacciato al depuratore

FUCECCHIO ALLEGGERIRE le bollette. Questo lo slogan di molti fucecchiesi che come rimedio, almeno parziale, alla crisi cercano di contenere le spese per quei servizi che non sempre vengono fatti pagare come si dovrebbe.  E cosi’, dopo aver contestato i tributi del Consorzio di Bonifica del Padule, contro i quali si annunciano ricorsi sostenuti da Codacons, e l’Iva del dieci per cento sulla Tia, la tassa dei rifiuti, anche questa messa in discussione dall’associazione dei consumatori, nel mirino finisce il canone di depurazione richiesto con le bollette dell’acqua e causa da tempo di polemiche da parte degli utenti e in sede politica. La Corte Costituzionale, chiamata a giudicare la legittimità di questa tassa ha stabilito, con la sentenza 335 dell’11.10.2008, l’illegittimità dell’esazione del canone nel caso in cui le fognature che servono l’utenza della rete idrica siano sprovviste di impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi. E cosi’, come per il Consorzio di Bonifica che puo’ iscrivere a ruolo solo coloro le cui proprietà fruiscano delle eventuali opere di regimazione idraulica, anche sulla bolletta dell’acqua, per non pochi contribuenti, non si deve calcolare il canone di depurazione che era stato imposto in maniera generalizzata dal Dlgs 152/2006. Beppe Mainolfi, consigliere comunale del Pdl, di questo argomento ha fatto una sua battaglia: "Se, infatti, moltissimi fucecchiesi fruiscono di scarichi afferenti al depuratore di Ponte a Cappiano, cosi’ non è per molti altri e in particolare per chi risiede nelle frazioni dove i reflui finiscono spesso in fosse a cielo aperto. SI PENSI, ad esempio, l’area di San Pierino che scarica nel Rio di Macone e da qui in Arno. Quale depurazione si puo’ far pagare nelle bollette?". La quota richiesta all’utenza, del resto, non è una tassa bensi’ il corrispettivo di un servizio che nel caso manchino gli impianti non viene erogato. "L’imposizione contributiva -dice ancora Mainolfi- avviene per di piu’ in violazione all’articolo 3 della Costituzione discriminando, oltre che danneggiando economicamente molte famiglie in difficoltà, proprio chi è costretto a pagare senza ricevere alcun beneficio".

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