Non sparate sulla Signora in giallo, la “serie barometro” della tv italiana
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fonte:
- Blogosfere
Continua sui giornali la polemica sulle repliche televisive. Nel penultimo numero di Tv sorrisi e canzoni il presidente del Codacons, Marco Donzelli, spiega: «Dal 2002 a oggi non c’è stata un’estate senza La signora in giallo, L’ispettore Derrick, e Il commissario Rex». Poi rincara: «Credo che la Rai dovrebbe restituirci un dodicesimo del canone, visto che per un mese all’anno non trasmette nulla di nuovo». Il settimanale diretto da Alfonso Signorini fa notare che il primato di resistenza va al personaggio interpretato da Angela Lansbury, visto che i primi episodi della relativa serie sono stati mandati in onda nel lontano 1984. In effetti dagli anni 90 ad oggi è difficile ricordarsi un’estate senza La signora in giallo all’ora di pranzo su Rai uno. Però a questo punto, secondo me, occorre fare una distinzione: perché un conto sono le repliche delle serie tv, che rientrano nella normale prassi della seconde, terze ed ennesime visioni dei film: in quanto storie, opere di narrazione filmica, sono un po’ come i libri: fuori dal tempo e fruibili ogni volta che si vuole. Un altro conto invece sono gli show televisivi, che rispondono ad una logica completamente diversa: quella dello spettacolo live – infatti la diretta è spesso d’obbligo – che vive di un rapporto immediato e simbiotico col pubblico, un po’ come succede in un concerto o a teatro (non a caso non c’è quasi più programma senza televoto, proprio per rafforzare questa sensazione di partecipazione attiva nell’audience). Ecco perché l’intrattenimento televisivo in replica è così poco attraente e direi anche un poco triste. Poi lancio un appello alla Rai: vi prego, non levate La signora in giallo dai palinsesti estivi. Ormai è come una specie di fenomeno atmosferico o di barometro che segnala l’arrivo dell’estate: senza ci ricorderemmo di mettere il costume e andare al mare?
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