20 Ottobre 2004

?Non sparate sui negozi?



FORLI? – Ora il piccolo commercio conviene di più. E come si suol dire: i conti tornano. Lo dimostrano i dati del progetto ?Osservatorio dei prezzi?, realizzato dalla Confersercenti forlivese con il patrocinio del Comune e della Camera di Commercio e in collaborazione con le associazioni a difesa dei consumatori, Adoc, Federconsumatori, Codacons e Adusfbef. Contro il tormentone dell?aumento dei prezzi che affligge le tasche dei cittadini i dati dimostrano il contrario. O meglio che il piccolo commercio non può essere l?imputato maggiore. Anzi.L?occhio vigile si è concentrato su ben 200 prodotti di largo e generale consumo scelti dai rappresentanti delle associazioni dei consumatori che si riconoscono nell?Intesa. Non solo non si registra questo vertiginoso aumento dei prezzi, come si paventa da qualche tempo, ma su molti prodotti si è verificato un calo. Sugli ortofrutticoli, per esempio. Cicoria, fagiolini, zucchine, arance, limoni e kiwi, solo per citarne alcuni, sono beni che spesso vediamo sulla nostra tavola e che da settembre 2003 sino a settembre 2004 hanno visto scendere il loro potere d?acquisto sul mercato. ?Molti prodotti – afferma Mario Mezzanotte, titolare di un supermercato forlivese – hanno mantenuto il prezzo bloccato da ottobre dell?anno scorso, vedi l?olio, la pasta o il latte?. Una leggera flessione in salita dei prezzi si è registrata, invece, sui prodotti per l?igiene personale (bagnoschiuma, creme), per alcuni alimenti, come il pane (da 2,36 euro al chilo nel settembre 2003 a 2,68 nel settembre 2004), il parmigiano reggiano (da 15,85 a 16,44 euro al chilo), la pizza (da 8,77 a 8,95 euro in media) e per l?abbigliamento intimo femminile e maschile. ?Si tratta del primo esempio di monitoraggio dei prezzi nel nostro territorio – spiega Andrea Dellabella, rappresentante di Adoc – abbiamo accolto di buon grado questo tipo di iniziativa perchè quando si parla di inflazione bisogna imparare a saper distinguere il vero dal falso?. Ciò che deve far preoccupare sembra essere realtà l?aumento delle tariffe per luce, gas, acqua, rifiuti, telefoni, e la tendenza sempre più diffusa di far compere nei grandi magazzini, nelle lunghe corsie della grande distribuzione. ?La fetta più grossa ritagliata dal budget di spesa degli italiani – sottolinea Giancarlo Corzani, segretario di Confesercenti – è destinata inoltre all?abitazione ed è pari a più del 20 per cento, poi ci sono i prodotti alimentari e i trasporti. Il messaggio che è passato nelle case dei consumatori è stato esasperato al punto tale da diventare non reale?. Sempre in questa direzione circa 800 imprese commerciali forlivesi hanno aderito all?iniziativa ?Spesa Amica?, con il paniere di 45 prodotti di largo consumo manterranno i prezzi calmierati fino al 31 dicembre 2004.



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