28 Febbraio 2012

Non solo oneri, ora spunta anche il nodo licenze

Non solo oneri, ora spunta anche il nodo licenze

Molte pratiche risultano «difformi». E il Comune deve agire


 Non solo oneri di urbanizzazione magicamente spariti: adesso a Zocca si apre anche la questione urbanistica in merito alle licenze emesse nel decennio 1998-2008, quando a capo dell’ufficio tecnico c’era Sergio Leonelli, condannato nel novembre 2009 a cinque anni di carcere (ridotti a due con l’indulto Mastella) per l’ormai tristemente famoso ammanco da 1,4 milioni.
Sì, perché a quanto pare, oltre al problema dei soldi spariti, per una certa parte di quelle licenze ce n’è anche uno di mancanza di conformità.
Pare in sostanza che, rispetto alle autorizzazioni ricevute, sulle metrature ci siano stati molti che hanno fatto di più, qualcuno che ha fatto di meno e una parte comunque consistente che ha fatto diverso.
Stato di fatto, insomma, non rispondente a quello sulla carta.
E’ da tempo che ci si pone la questione in paese, anche se sulla cronaca era sempre stata oscurata dal fattaccio ammanco.
Fin dal giugno 2010 infatti (quando il bubbone era ormai esploso incalzando anche il sindaco Carlo Leonelli, fratello del reo) era stato conferito incarico a un professionista esterno di compiere un istruttoria completa (sia tecnica che relativa al calcolo degli oneri) di ognuna delle pratiche oggetto del mancato pagamento, in modo da acquisire una mappatura completa per ciascuna autorizzazione circa la sua regolarità e il calcolo giusto del contributo di costruzione.
E ora il nodo è arrivato al pettine, con lo studio tecnico che, a conclusione dell’istruttoria, ha rilevato «difformità di titoli rispetto agli strumenti urbanistici».
Cosa su cui il Comune, in qualità di ente pubblico, non può passare sopra, perché la difformità urbanistica è materia penalmente rilevante.
Di qui la decisione presa con tanto di delibera di «assumere provvedimenti tali da garantire da un lato il ripristino della legittimità», ma anche di «tenere conto dell’interesse del privato che ha comunque eseguito le opere sulla base dei titolo rilasciato».
Visto che le situazioni sono tante, è stato quindi deciso di affidare a un legale un incarico di consulenza su tre situazioni tipo rappresentative delle principali casistiche che si presentano.
Nella fattispecie, la scelta è caduta sull’avvocato Giorgio Fregni perché a lui è già stata affidata la difesa del Comune nella causa civile avviata dal Codacons a tutela dei cittadini che non vogliono pagare due volte.
Causa su cui, per inciso, il prossimo 3 maggio il Tribunale si dovrà esprimere decidendo se la competenza è territoriale (e quindi di Pavullo) o regionale (il Tar).
In sostanza, il legale dovrà dare al Comune elementi giuridici per decidere.
Poi starà all’ente scegliere il modus operandi.
Per questo come per il caso oneri, il sindaco Balugani promette che non ci sarà nessuna caccia alle streghe, però è chiaro che il nodo va affrontato e a quanto pare anche presto: «Non possiamo più continuare a trascinarci dietro questa cosa – sottolinea – a primavera dobbiamo prendere una decisione su cosa fare per queste pratiche», che a quanto trapela sarebbero alcune decine.
«I casi sono tanti e tutti diversi uno dall’altro: c’è chi ha fatto di più, chi meno, chi c’è rimasto dentro con gli oneri e chi senza.
Un quadro estremamente complesso che ci ha condotto a richiedere un intervento esterno per individuare almeno tre linee principali in cui far ricadere i casi.
Quando avremo in mano anche gli elementi legali stabiliremo il da farsi, perché se non agiamo, poi ci andiamo di mezzo noi come Comune».
Ci saranno dunque delle assemblee in cui verrà spiegata la situazione? «Credo di no – precisa Balugani – perché sono questioni molto diverse.
Penso che manderemo delle comunicazioni a casa invitando a comparire in Comune, dove verrà spiegato cosa manca nelle pratiche e se ci sarà bisogno di pagare multe».
Daniele Montanari

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