Non solo malavacanza. Al rientro in città, le brutte sorprese per gli umbri sono arrivate anche dal portalettere con le bollette pazze
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fonte:
- Il Messaggero
PERUGIA – Non solo malavacanza. Al rientro in città, le brutte sorprese per gli umbri sono arrivate anche dal portalettere con le bollette pazze anche della telefonia. Brutte sorprese per chi, ad esempio, ha usato la chiavetta internet all’ estero, ma anche telefono fisso e cellulare alimentano reclami e richieste di conciliazioni presso le associazioni dei consumatori. Le quali, in questi giorni stanno ricevendo decine di segnalazioni anche per le superbollette del gas. Uno dei casi più clamorosi riguarda una signora di Perugia che per una sola connessione internet con una chiavetta H3g dalla Turchia si è vista recapitare una bolletta con un sovrappiù di 370 euro. «La signora è stata collegata in roaming il tempo di inviare una mail alla madre, a Perugia – spiega Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – e per pochi minuti di connessione dovrebbe pagare tale importo. Sappiamo che il roaming internazionale costa ma in questo caso si è esagerato e stiamo valutando con il nostro ufficio legale la possibilità di arrivare ad una conciliazione. Con tale gestore è necessario fare molta attenzione ai costi quando la rete è scoperta. Anche nel caso della telefonia mobile, il roaming su Tim, ad esempio, presenta costi molto elevati». Ma gli inghippi non mancano neanche con il telefono fisso, specie per le formule tutto compreso. «Ci è capitato spesso di andare a discutere con Vodafone perché non sempre i costi effettivi coincidono con quelli delle offerte – aggiunge Falcinelli – e spesso i promotori "nascondono" canoni e spese di attivazione». Con la conseguenza che a formule "tutto compreso" a 35 euro ogni due mesi, corrispondono bollette di 160-180 euro. Disagi anche per gli utenti Enel gas per bollette dagli importi anomali. «In alcuni casi – spiega Damiano Marinelli, presidente regionale Unione nazionale consumatori dell’ Umbria – gli utenti non hanno ricevuto fatture per mesi, salvo poi ritrovarsi con importi esorbitanti legati anche ad errori informatici. L’ azienda si è mostrata aperta a risolvere i casi, ma in tanti hanno perso mattine intere presso lo sportello». E il tempo perso nessuna conciliazione lo restituisce. RIPRODUZIONE RISERVATA.
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