15 Giugno 2019

Non solo la Corte dei Conti che interviene sul danno erariale, adesso anche la Procura penale

 

Non solo la Corte dei Conti che interviene sul danno erariale, adesso anche la Procura penale si muove sul caso dei medici genovesi finanziati dalle case farmaceutiche. Tanto che al nono piano di Palazzo di Giustizia confermano l’ apertura di un’ inchiesta per comparaggio: un fascicolo che il procuratore aggiunto Vittorio Raniari Miniati ha assegnato al pm Gabriella Marino del pool reati contro la pubblica amministrazione. Secondo quanto trapela, la vicenda affidata alla Guardia di Finanza (Nucleo di Polizia Tributaria) per gli approfondimenti investigativi, sarebbe a buon punto. Anche perché già da un paio di mesi se ne occupa la Corte dei Conti. Sono stati i magistrati contabili per primi ad avere inoltrato gli atti alla Procura ordinaria. Gli sviluppi nascono dalla denuncia del Codacons, che lo scorso marzo aveva segnalato all’ Autorità Nazionale Anticorruzione i 611 medici della città che tra il 2015 e il 2017 hanno percepito 14,9 milioni di euro dalle aziende del farmaco. Il sostituto procuratore della Corte dei Conti Marco Ferraro ha acquisito la documentazione, chiedendo all’ associazione dei consumatori l’ elenco dei medici – ma anche delle fondazioni e degli ospedali – e delle erogazioni per poterne incrociare. Se però il fascicolo aperto dalla giustizia contabile punta ad accertare l’ eventuale danno erariale procurato al Servizio Sanitario Nazionale e quindi con l’ obiettivo di recuperare il “maltolto”, quello aperto dalla magistratura ordinaria valuta il reato di comparaggio: “l’ impegno assunto da un medico o da un veterinario, di agevolare, a scopo di lucro, la diffusione di prodotti farmaceutici di una determinata marca”. Gli investigatori sono partiti dal comunicato del Codacons col quale si chiedeva all’ Anac “di aprire una istruttoria sul caso e verificare la piena correttezza delle sovvenzioni”. Più precisamente, si parte dallo studio pubblicato lo scorso febbraio sulla rivista americana “The Oncologist” che ha analizzato la “relazione tra le somme ricevute dai medici da parte delle case farmaceutiche per consulti, viaggi o ad altro titolo, e le prescrizioni degli stessi medici relative ai farmaci prodotti dalle case farmaceutiche che avevano erogato tali somme”. Si documenta che “Tra il 2015 e il 2017 le principali 10 case farmaceutiche operanti in Italia hanno versato nelle tasche di 611 medici di Genova 14.961.173 euro attraverso finanziamenti e sussidi di vario tipo. L’ associazione spiega di aver effettuato uno studio nazionale dai “numeri impressionanti: 32.623 tra medici, fondazioni e ospedali, hanno complessivamente percepito in Italia 163 milioni e mezzo di euro nel periodo compreso tra il 2015 e il 2017. Soldi versati dalle aziende Abbvie, Almirall, Merck, Msd, Hospira, Pfizer, Pfizer Italia, Pierre Fabre Pharma, Pierre Fabre Italia, GlaxoSmithKline a titolo di accordi di sponsorizzazione, donazioni, viaggi, quote di iscrizione, corrispettivi e consulenze, ecc. Tra questi anche 611 medici operanti a Genova”. Cronaca La Corte dei Conti apre un’ indagine sui finanziamenti delle case farmaceutiche ai medici genovesi Si ipotizzano violazioni dell’ articolo 30 del Codice di Deontologia, che impone al professionista di “evitare ogni condizione nella quale il giudizio professionale riguardante l’ interesse primario ( la salute dei cittadini) possa essere indebitamente influenzato da un interesse secondario”; nonché, di “dichiarare in maniera esplicita il tipo di rapporto che potrebbe influenzare le sue scelte”. Lo stesso articolo impone l’ assoluto divieto per il medico di “Subordinare il proprio comportamento prescrittivo ad accordi economici o di altra natura, per trarne indebito profitto per sé e per altri”. Secondo la rivista americana, in particolare si è assistito ad un incremento di prescrizioni per il trattamento di quattro diverse tipologie di cancro (carcinoma prostatico, carcinoma renale, carcinoma polmonare e leucemia mieloide cronica). E sul sito del Codacons è stato pubblicato l’ elenco integrale (suddiviso per comuni) dei medici italiani, fondazioni e ospedali della Liguria che nel triennio hanno percepito soldi dall’ industria farmaceutica. Inoltre, l’ associazione dei consumatori rinnova la richiesta agli Ordini dei Medici di imporre a tutti i camici bianchi l’ obbligo di indicare all’ interno degli studi medici i rapporti intercorrenti con le aziende produttrici di medicinali, per garantire massima trasparenza ai propri pazienti; chiede “alle Asl e alla Guardia di Finanza di verificare le prescrizioni erogate, accertando eventuali squilibri a favore delle aziende finanziatrici”. Luigi Bottaro, direttore generale Asl 3, dice: «Ben venga un altro contibuto a una discussione che stiamo già affrontando».
giuseppe filetto

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