21 Gennaio 2009

Non solo Fiorello

 ROMA – Non solo Fiorello. I segnali che Sky abbia deciso di affrontare in campo aperto la battaglia con le tv generaliste sono parecchi e inevitabili. Insomma lo showman, che verrebbe arruolato come uomo di punta, sarebbe il biglietto da visita di una strategia insieme difensiva ma anche necessaria, visto che il quadro televisivo italiano è avviato verso un rapido cambiamento di fronte con il tanto sospirato switch off (lo spegnimento del segnale analogico tradizionale a favore del digitale terrestre) in vista per molte regioni nel 2009 (Piemonte, Campania e Lazio). E proprio su questa area sembrano indirizzarsi gli interessi del gruppo Murdoch, in particolare verso All music tv, la rete del gruppo Espresso, ex Rete A, che trasmette sia sul satellite (canale 128) che sul dtt dove è titolare di un multiplex che consente di trasmettere quattro canali tv (All music, Repubblica tv, France 24, Second tv e tre emittenti radiofoniche). L’acquisto permetterebbe al monopolista satellitare di presentarsi con una offerta completa dove alle news, al cinema, allo sport, alla fiction si aggiunge ora anche l’intrattenimento con il viso di un indiscutibile numero uno, ma gli permetterebbe di infilarsi dentro la nuova prateria televisiva, mettendo sale sulla coda sia di Mediaset che della Rai (ma l’azienda pubblica in questo momento sembra il soggetto più passivo). Il primo passo, comunque, dovrebbe essere la firma con Fiorello che, stando a indiscrezioni, arriverebbe rapidamente, come breve è stata tutta la trattativa condotta dal vicepresidente di Sky, Andrea Scrosati. La diffusione della notizia non ha suscitato reazioni da parte del clan Fiorello, ma nessuno ha smentito che il debutto avverrà con il nuovo liveshow del comico che debutterà il 21 marzo a piazzale Clodio in un Palatenda di tre mila posti. Tre spettacoli a settimana per due mesi e mezzo, con le telecamere di Sky pronte a trasmettere sui propri canali, quindi in orario di primetime, le evoluzioni di Fiorello in una sorta di show in progress che si rinnova per essere mandato in onda tre volte a settimana. Non è escluso, poi, che il suo talento possa essere utilizzato anche per produrre una sit com, del resto Sky si è già lanciata con successo (Romanzo criminale) nella produzione di fiction. Quanto all’arruolamento di altre star del piccolo schermo, che ci sia una volontà dell’azienda di Murdoch è dimostrato (a parte l’ingaggio della Cuccarini e le possibili lusinghe a un big come Celentano, che sarebbe accolto coi tappeti rossi) anche dall’uscita di Chiambretti che ieri, commentando la notizia (che definisce "epocale") ha raccontato di essere stato «a un soffio dal firmare con Sky che mi aveva fatto una proposta molto interessante, sia dal punto di vista economico che di impegno, ma ho scelto Mediaset perchè il satellite è ancora un salotto per pochi». Ragione o torto che abbia Piero, resta il fatto che a pagare dazio in questa vicenda è soprattutto la tv pubblica che si vede soffiare una stella che negli ultimi dieci anni, bene o male, faceva parte della sua scuderia. «Ci dispiace, ma lo abbiamo sollecitato in tutti i modi, gli abbiamo offerto conduzioni a Sanremo, ma non ha mai mostrato la volontà di rifare tv generalista. E non c’è stato alcun segnale suo che non abbiamo raccolto» dice il direttore di Raiuno Del Noce.  Sul fuoco soffia il Codacons che la butta sugli sprechi dell’azienda: «Se davvero Fiorello passerà a Sky sarà una perdita che si aggiunge a sprechi e flop» dice il sindacato dei consumatori e snocciola i costi di alcune trasmissioni di Raidue a resa zero «come Balls of steel che sarebbe costata 2,9 milioni di euro, Votantonio 1,35 milioni di euro, Wild West 1,47 milioni di euro».

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