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6 Novembre 2018

«Non so se le ceneri nell’ urna sono di mio marito»

SEREGNO (mls) «Voglio sperare che sia così, ma francamente dopo quanto è stato scoperto dai Carabinieri non so se sto pregando sulle ceneri di mio marito». L’ eco dello scandalo del forno crematorio di Biella, dove si è scoperto che alcune salme sarebbero addirittura state bruciate insieme per risparmiare tempo e guadagnare più denaro, mescolando così le ceneri poi riposte nelle urne, è rimbalzato anche in Lombardia, a cui diverse pompe funebri si erano rivolte per il servizio. E ha raggiunto Seregno, insinuando un dubbio atroce nella mente di una cittadina che ha perso il marito, un uomo di mezz’ età deceduto nelle scorse settimane. «Quando ho saputo della notizia del forno crematorio di Biella sono rabbrividita, visto che lì è stato portato mio marito per la cremazione – ha raccontato al Giornale di Seregno la donna – Ho subito pensato che non c’ è pace neanche per i morti e mi sono sentita come se mio marito potesse aver subito un’ offesa. Oltre al dolore per la sua morte, pensare che le ceneri nell’ urna possano appartenere a un’ altra persona è una dolorosa beffa». Difficile stabilire se anche la salma del seregnese scomparso sia stato o meno vittima di un trattamento irregolare da parte del per sonale del forno crematorio piemontese. Qualche rassicurazione alla donna è arrivata dall’ impresa di pompe funebri che l’ ha seguita. «E’ una ditta seria di cui mi fido – ha detto la donna – Mi hanno spiegato che c’ è sempre un loro addetto che presenzia alle operazioni di cremazione, visto che dopo deve firmare anche i documenti. Inoltre, dalle notizie che ho appreso, il problema dovrebbe riguardare solo le esumazioni, in quanto si parla di casse di zinco, mentre per i defunti come mio marito che scelgono diretta mente la cremazione, vengono utilizzate apposite bare. Non posso che fidarmi e sperare, anche se non nascondo che ho molti dubbi in merito e se solo potessi pagherei un avvocato per approfondire la questione e commissionare l’ esame del dna delle ceneri». Ora la donna sta cercando di contattare il Codacons che, all’ indomani dello scandalo, ha messo a disposizione dei famigliari delle salme l’ apposito numero verde 80092007. Stefano Maroli.

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