13 Marzo 2008

Non siamo ladri

Non siamo ladri
Il grido di 350 fornai alla guerra del pane

Hanno scomodato perfino Alessandro Manzoni e i suoi Promessi Sposi. Ma anche se mai si arriverà all“`assalto ai forni“, quella che da qualche giorno anima le discussioni all`interno delle panetterie patavine e della provincia, ha tutti crismi per essere ricordata come una “guerra del pane“. Tutto parte dagli sconti annunciati da alcune panetterie. L`Ascom non ci sta. Per coltivatori e consumatori invece la cosa pare fattibile come testimonia il presidente di Coldiretti Padova, Walter Lucchetta. “E` un`iniziativa lodevole – si legge in un comunicato – . Il prezzo del grano è ormai sceso del 2%, fissando il suo valore a 0,265 euro al chilo al mercato di Chicago, che rappresenta il punto di riferimento. Ben vengano iniziative che arrivino a calmierare i costi aiutando le fasce più povere della popolazione“. Federpanificatori Questa volta a far sentire le loro ragioni ci hanno pensato i 350 panificatori associati all`Ascom, stanchi di essere considerati “ladri“ per il prezzo del pane. Una riunione convocata d`urgenza nel pomeriggio di ieri per dire che l`accordo siglato tra i sedici “dissidenti“ (ma in sala qualche panettiere sostiene che sono molto meno) che aderiscono al Consorzio dei Panificatori e le associazioni dei consumatori è una “sparata“, visti i continui aumenti dei costi. Portare il prezzo del pane da 3,15 euro al chilo ai 2,70 sembra quindi impossibile. Una polemica, quella sul prezzo del pane, che ha toccato il culmine in questi ultimi giorni, ma affonda le sue radici ben prima dell`accordo tra i panificatori del Consorzio e Codacons. I costi dell`energia “Andiamo avanti così da otto mesi – ricorda il presidente nazionale di Fedrpanificatori Edvino Jerian – . Sembra che nessuno faccia conto su quanto costa il processo di produzione. Tutti ci chiedono di abbassare i prezzi, dato che il grano è sceso sul mercato. Ma noi compriamo la farina, che nell`ultimo anno è salita del 103%. Noi paghiamo l`energia come di giorno, quando sono anni che chiediamo di ottenere gli sconti per chi gestisce un`attività notturna, sarebbe un risparmio notevole. E ai consumatori vorrei ricordare che i prezzi del pane sono fermi da settembre, mentre tutto è aumentato“. Domani poi Federpanificatori si presenterà dal garante per la sorveglianza, Antonio Loisi. “Non abbiamo paura – spiega Jerian – , ci incontriamo per vedere come si può venire incontro alle esigenze del consumatore e alle nostre“. Lotte nell`Ascom “Se si vuole vendere un prodotto di qualità, nel pieno rispetto delle leggi del mercato non si può fare altrimenti – concorda il padrone di casa Fernando Zilio, presidente dell`Ascom di Padova – . Come se non bastasse a chi vende sotto determinati numeri stimati dagli studi di settore, si fanno pagare tasse aggiuntive. Mi sa che qualcuno vuole farsi pubblicità “. Ogni riferimento rimanda a Gino Federico Sabbadin, ex presidente dei panificatori Ascom per sette anni, uscito qualche mese fa col dente avvelenato dall`associazione di piazza Bardella e ora capofila del Consorzio che ha proposto il pane a 2,70 euro. A chiudere Luca Vecchiato, presidente regionale dei panettieri dell`Ascom. “Il pane a 2,70 euro è una cosa sbagliata, perché se proprio vogliamo essere corretti il prezzo minimo concordato è di 2,20 euro al chilo. Poi ogni attività applica le regole del libero mercato, ma non lo può fare un`associazione. Forse se l`Antitrust buttasse un occhio… “.

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