22 Gennaio 2011

Non si può decidere di aumentare il numero di alunni per classe

ROMA – Non si può decidere di aumentare il numero di alunni per classe lasciando poi alle scuole il compito di organizzarsi per accoglierli, ci vuole un piano di riqualificazione dell’ edilizia scolastica. E’ quanto hanno spiegato i giudici del Tar del Lazio in una sentenza che ha accolto il ricorso collettivo, la class action, presentata dal Codacons contro le classi “pollaio”, le aule dove si superano i limiti di alunni previsti dalla legge e dove i metri quadri per persona sono inferiori a quanto stabilito dalla normativa. C’ è un elenco di oltre duecento casi che è stato presentato al Tar che ora dà al ministero dell’ Istruzione 120 giorni per mettere a punto il piano di riqualificazione dell’ edilizia scolastica già previsto in un decreto del 2009, ma mai emanato. Mentre è stato alzato, però, il tetto di alunni per aula. Quella del Codacons è la prima class action contro la pubblica amministrazione. I giudici la accolgono e scrivono: «Il maggiore affollamento delle aule e la relativa inidoneità delle stesse a contenere gli alunni in condizioni di sicurezza costituisce implicazione di carattere strutturale non risolubile attraverso misure di carattere organizzativo, ma unicamente affrontabile attraverso una mirata riqualificazione edilizia degli edifici e delle aule». Il ministero minimizza, la class action del Codacons «è destituita di ogni fondamento: le classi con un numero di alunni pari o superiore a 30 sono lo 0,4%. Il sovraffollamento riguarda prevalentemente la scuola superiore e si lega soprattutto alle scelte e alle preferenze delle famiglie per alcuni istituti e sezioni». L’ elenco di casi offerto dal Codacons racconta però anche di tantissime scuole primarie e dell’ infanzia dove i tetti di alunni sono sforati e non ci sono abbastanza metri quadri per stare bene in classe. «Il problema è diffuso – conferma Paolo Mazzoli, preside del 115° circolo di Roma – con gli spazi siamo sempre al limite. Abbiamo disabili in classi con più di 20 alunni, siamo fuori dai limiti di legge». Al liceo Mamiani di Roma ci sono due prime con più di 30 studenti. Al tecnico capitolino Hertz i laboratori «erano tarati per 20-22 persone ora ci si sta tutti appollaiati». Se il ministero non si adeguerà il Codacons è pronto a chiedere «la nomina di un commissario ad acta. Intanto le famiglie con figli in classi “pollaio” potranno chiedere un risarcimento fino a 2.500 euro». Le norme vigenti prevedono fino a 29 alunni nella scuola dell’ infanzia, fino a 27 alla primaria, fino a 30 alle medie e superiori. Poi c’ è un decreto dell’ 85 che assegna 1,8 metri quadri ad alunno fino alle medie, 1,96 alle superiori. Limiti spesso violati. «Il problema va risolto individuando le situazioni di criticità prima di definire gli organici», chiede la Uil Scuola. Intanto ieri il Consiglio dei ministri ha dato il primo via libera al regolamento che riscrive i concorsi universitari istituendo l’ abilitazione nazionale per accedere alla docenza. Sono stati inoltre nominati, dopo lunga attesa, i sette membri del consiglio direttivo dell’ Anvur, la nuova agenzia di valutazione: Fiorella Kostoris, ex moglie dell’ economista Tommaso Padoa Schioppa, Sergio Benedetto, ordinario del Politecnico di Torino, Andrea Bonaccorsi, ordinario a Pisa, Massimo Castagnaro, membro del Consiglio superiore di Sanità, Stefano Fantoni, autorità nota per la fisica nucleare, Giuseppe Novelli, preside di Medicina a Tor Vergata e la sociologa Luisa Ribolzi. RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this