NON SI GIUDICANO LE PROMESSE
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fonte:
- Gazzetta del Sud
La campagna elettorale è cominciata con largo anticipo. Già dalle prime avvisaglie appare scontato che sarà una campagna elettorale dura, combattuta a tappeto e senza esclusione di colpi, rivolta a catturare quanti più voti possibile. Sarà, non è difficile prevederlo, una campagna elettorale che lascerà i segni sul terreno di una battaglia cruenta. In questo contesto si inserisce, a pieno titolo, la causa che una anziana pensionata, Ida Severini, ha intentato al Presidente del Consiglio Sivlio Berlusconi, citandolo a presentarsi davanti al Giudice di Pace di Roma alla udienza del 28 febbraio prossimo. La signora Severini, di anni 78, compiuti, accusa il Presidente Berlusconi di averla indotta a votare per lui, promettendole, nel salotto televisivo di Bruno Vespa, l`aumento della sua pensione da 371,00 a 500,00 euro; promessa, però, secondo la signora Severini, non mantenuta. A questo punto la signora Severini, come lei stessa ha dichiarato nel corso di una lunga intervista a un quotidiano milanese, ha iniziato una lunga trafila. Si è rivolta a “Mi manda Raitre“ dove le hanno detto che avrebbero esaminato il caso ma poi nessuno l`ha chiama. Si è rivolta alla Federconsumatori dove, a suo dire le hanno fatto pagare 35,00 Euro per tassa di iscrizione senza, però, concludere nulla. Ha interpellato l`Unione Nazionale Consumatori e il Giudice di Pace di Palestrina con esito sempre negativo. Alla fine si è rivolta al Codacons e lì, dice lei, “finalmente mi hanno dato retta“. Hanno affidato l`arzilla vecchietta a un avvocato che ha citato in giudizio il Presidente Berlusconi e ha indicato, come testi il conduttore di “Porta a Porta“ Bruno Vespa e il Ministro del Welfare Roberto Marroni. Qualcuno ha detto alla signora Severini che l`aumento della pensione non le compete perché anche il marito gode di una pensione che fa cumulo, ma lei imperterrita, sostiene che Berlusconi l`aumento lo ha promesso a tutti gli italiani e a tutti deve darlo… magari di tasca propria. Berlusconi ha firmato in televisione un contratto con gli italiani e deve rispettarlo. A questo punto il problema non è tanto l`esito di questa singolare causa che non sembra molto fondata perché la promessa televisiva, unilaterale e, per di più, elettorale non è un contratto del quale si possa chiedere l`adempimento forzoso. Il problema è che se tutti gli italiani decidessero di rivolgersi al Giudice di Pace per ottenere l`adempimento delle promesse a loro fatte e non adempiute a livello nazionale, regionale e locale, in campagna elettorale, si creerebbe un intasamento enorme nelle aule dei malcapitati Giudici di Pace, con conseguenze devastanti per una giustizia già in pieno collasso e con un risultato assolutamente negativo per i cittadini ai quali tutto questo bisognerebbe in qualche modo spiegarlo allo scopo di dissuaderli dall`assumere iniziative che sono destinate a non approdare a nulla.
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