6 Ottobre 2004

“Non rimborso i truffati Parmalat“

“Non rimborso i truffati Parmalat“.
I revisori: “Le vittime siamo noi“


“Rimborsare gli investitori truffati? No“. Rispondono così Lorenzo Penca e Maurizio Bianchi, i due ex revisori dei conti di Grant Dalton, all`apertura dell`udienza preliminare sul crac Parmalat, ai risparmiatori che chiedono di essere risarciti. “Non vedo perché regalare denaro visto che non sono responsabile di nulla. Le vere vittime siamo noi“, ha ribadito Penca. “Questi signori devono bruciare“, hanno gridato la loro rabbia i risparmiatori.


Sono oltre 5 mila i risparmiatori che a Milano hanno chiesto di costituirsi parte civile. Una maxi udienza nella quale sono imputate di aggiotaggio, false comunicazioni dei revisori e ostacolo all`esercizio delle funzioni di vigilanza della Consob 29 persone: tra queste Calisto Tanzi, l`ex patron del gruppo di Collecchio, gli ex direttori finanziari, le due società di revisione Grant Thornton e Deloitte&Touche, e la filiale italiana di Bank of America. Certo è che il prossimo 27 gennaio, Maurizio Bianchi e Lorenzo Penca, saranno processati con rito immediato: il giudice Tacconi ha accolto la loro richiesta e li ha mandati direttamente a giudizio in un aula che, per la prima volta nel caso Parmalat, sarà aperta al pubblico. Il magistrato si è preso poco più di tre settimane per esaminare tutte le richieste di parte civile, tra le quali quelle di Bondi, della Consob e delle varie associazioni come Adusbef, Federconsumatori, Confconsumatori, Codacons, del Comitato Parmalat, dei nuovi responsabili di Italaudit (ex Grant Thornton) e altri.

Ma la rabbia dei risparmiatori truffati sarà difficile da placare. Per rendersene conto bastava ascoltare la gente fuori dal tribunale milanese. Lionello, anni 74, ha perso 53 milioni di lire, la sua liquidazione per trent`anni passati a lavorare in una casa editrice. “Se Tanzi fosse qui vorrei averlo tra le mani un minutino. Tutti dovremmo averlo per le mani un minutino, perché non ha rubato ai ricchi, ma ai poveri cristi che lavorano“.

Una coppia di pensionati, Alfredo e Amalia, entrambi sulla settantina, ha perso 78mila euro, i risparmi accumulati in 40 anni di lavoro come tassista a Milano. “A Tanzi direi di vivere con 607 euro di pensione come me, in un appartamento di 60 metri quadri; poi di farmi una telefonata per dirmi come si sta“, lancia l`impossibile sfida l`uomo. C`è poi chi la propria rabbia la vorrebbe scaricare sui protagonisti della vicenda. “Gli devono tagliare la testa“, “Farei un bel falò di questi signori“, sono solo alcuni dei commenti. Tanta rabbia, insomma, aumentata dal fatto che, pur non dicendolo apertamente, tutti hanno la certezza che non rivedranno un soldo.

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