“Non potevamo tacere, ce lo imponeva la coscienza”
-
fonte:
- Il Resto del Carlino
SONO stati loro ad aprire la botola, gli ‘ Amici del cuore’ . In silenzio, inizialmente, dopo aver raccolto le proprie perplessità su certe (emo)dinamiche del reparto di Cardiologia al Policlinico. Ma col polso fermo di chi vuole, comunque, vederci chiaro. La torcia per far luce su tutti gli angoli delle vicenda è ora in mano alla Procura, ci mancherebbe. All’ indomani dell’ esposto-bis presentato dal Codacons, però, per il presidente degli ‘ Amici del cuore’ è il momento di tirare qualche conclusione. Non sulle indagini – «che non spettano certo a me», puntualizza – ma sulla gestione della ‘ patata bollente’ da parte dei protagonisti in campo. Giovanni Spinella, ha dato il ‘ la’ a una bella bufera… «Beh, non si tratta certo di un gioco. Per quanto ci riguarda, una volta venuti a conoscenza di certi episodi, non potevamo davvero tacere. E non era nemmeno un diritto cercare delle risposte, ma un nostro dovere. Ce lo imponeva la coscienza, e il nostro statuto associativo, che ha sempre l’ obiettivo di tutelare il paziente». La materia è naturalmente delicata: sente di essere stato frainteso in qualche passaggio della faccenda? «A volte sì. Ad esempio, mi sembra che si sia equivocato sulla nostra posizione. Che non è di attacco verso qualcuno, ma una semplice richiesta di verificare che non ci fossero delle irregolarità. Tengo poi a puntualizzare che il nostro non è stato un esposto, ma un’ istanza. E che non tutta Cardiologia è coinvolta, solo il laboratorio di Emodinamica». Quanto ci avete pensato, prima di venire allo scoperto? «Prima di presentare l’ istanza, lo scorso 5 febbraio, abbiamo ragionato a fondo su come muoverci. Abbiamo informato sia le istituzioni, competenti per un eventuale intervento, che la direzione del Policlinico. Mantenendo, e di questo mi siete testimoni, sempre un basso profilo, senza mai pronunciarci o fare polemiche prima di ottenere le risposte della Commissione regionale. Comune, Provincia e Regione, però, si sono posti subito il problema e hanno voluto guardarci dentro. Mentre Cencetti disse che era tutto a posto, tutto sottocontrollo». Invece? «Invece la Commissione ha rilevato delle ‘ criticità’ e ha dato delle prescrizioni. L’ ambito è quello normativo, inutile fare tante giri di parole. Significa che qualcosa veniva fatto nel modo sbagliato: ad esempio, per determinati interventi endovascolari extracardiaci non c’ era l’ adeguato presidio di sicurezza. E non è ancora chiaro se il ‘ consenso informato’ venisse chiesto ai pazienti nei modi e nei tempi giusti». Intanto il dottor Sangiorgi, coordinatore del labortaorio di Emodinamica, si è dimesso… «Potrei anche pensare che si tratti del classico capro espiatorio, ma bisognerebbe chiedere a lui i motivi di questa decisione. Come occorrerebbe chiedere alla Regione se queste dimissioni possano bastare a risolvere la questione». Premessa la vostra istanza, poteva anche andare diversamente? «Anziché minimizzare, penso che Cencetti avrebbe potuto ammettere subito che c’ erano dei problemi. In certi casi, ancor di più in occasioni come questa in cui si parla di vite umane, si dovrebbe dire basta alle finzioni. Anche per un discorso di pura onestà intellettuale».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- SANITA'
-
Tags: amici del cuore, cardiologia, Modena, policlinico
