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14 Maggio 2018

Non passa giorno senza che la Capitale non dia spettacolo

Augusto Parboni a.parboni@iltempo.it Non bastava il fuoco a distruggere gli autobus di Roma. Adesso ad aggravare la già difficile situazione del parco mezzi dell’ azienda dei trasporti ci si sono messi pure gli alberi. Ma non basta. Gli stessi autisti ormai finiscono in ospedale non solo per le botte che ricevono da folli, ubriachi o drogati, ma anche a causa dei rami che sfondano il parabrezza dell’ autobus. Insomma, oltre alla grave situazione economica in cui versa la municipalizzata (1,6 miliardi di passivo aziendale) sembra che ci si sia messa anche la luca nera a dare il colpo di grazia ai mezzi della Capitale. L’ ultimo episodio, infatti, risale a due sere fa, quando un platano di 12 metri è caduto alle 3 di notte su un autobus di linea ferendo lievemente l’ autista. È accaduto in viale delle Milizie, nel quartiere Prati. Nella caduta l’ albero ha infranto ilvetro anteriore del bus Atac della linea N1 e qualche scheggia ha ferito il conducente agli occhi. L’ autista è stato portato all’ ospedale oftalmico a piazzale degli Eroi ed è stato refertato con qualche giorno di prognosi. Sul mezzo pubblico erano presenti circa dieci passeggeri, che fortunatamente non sono rimasti feriti. Alla base dei problemi, comunque, c’ è la scarsa manutenzione dei INCENDI Nei primi quattro mesi e mezzo del 2018 sono stati una decina i mezzi pubblici che sono stati distrutti dalle fiamme. In tutti gli episodi è stato evitato il peggio per i passeggeri grazie al tempestivo intervento degli autisti Atac che hanno spento le fiamme con gli estintori bus e la mancanza di pezzi di ricambio. Dall’ inizio dell’ anno, infatti, ben dieci mezzi sono stati distrutti dal fuoco e soltanto il tempestivo intervento degli autisti ogni volta ha evitato il peggio per i passeggeri. Momenti di panico ci sono stati nel centro di Roma sei giorni fa, quando un bus è esploso in via del Tritone, ferendo una ragazza. Erano le 10 del mattino quando il mezzo della linea 63 ha preso fuoco a poche centinaia di metri da Palazzo Chigi. «L’ autista si è accorto che dalla parte del motore c’ erano delle fiammelle e ha cercato di domarle con l’ estintore in dotazione. Noi gli abbiamo dato anche il nostro poi, dopo circa 20 minuti sono arrivati i vigili del fuoco», aveva raccontato il barista di un locale adiacente alla zona dello scoppio. Per la gravità del fatto sul posto si era presentato anche il ministro dell’ Interno, Marco Minniti. Sulla vicenda la procura di Roma ha subito aperto un’ inchiesta, puntando il mirino anche sulle officine dell’ azienda. Il reato ipotizzato dagli inquirenti coordinati dal procuratore aggiunto Nunzia D’ Elia è quello di delitto colposo di danno in tema di incolumità pubblica. Anche l’ Atac ha annunciato un’ indagine interna. La vettura, ha spiegato l’ azienda capitolina, era dell’ anno 2003. Quello di via del Tritone non è stato dunque l’ unico incendio di un bus avvenuto a Roma. Lo stesso pomeriggio, ad esempio, le fiamme avevano avvolto un secondo mezzo pubblico nella zona di Castelporziano. Anche in questo caso tanto spavento ma nessuna conseguenza rilevante. Poi c’ è stato il caso del bus andato in fiamme a piazza Venezia, dove un principio di incendio si è sviluppato a bordo di un bus della linea 46. Sugli episodi è arrivata anche la dura richiesta del Codacons: «A questo punto deve intervenire il Comune di Roma, affidando la manutenzione dei mezzi dell’ Atac all’ Esercito, perché è indubbio che esista un problema su tale fronte che continua a presentarsi con frequenza oramai quotidia.

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