21 Ottobre 2005

Non gradita la riforma della distribuzione. Sciopero il 16 e 17 novembre

ROMA – È scontro tra benzinai e governo sull`ipotesi di un`apertura alla grande distribuzione, alla vendita cioè di benzina e gasolio, nei supermercati, ipermercati e centri commerciali. I gestori parlano di un provvedimento del ministero delle Attività Produttive in questa direzione e annunciano uno sciopero di due giorni il 16 e 17 novembre prossimi. Ma da via Molise fonti ufficiali del dicastero, smentiscono l`ipotesi, sottolineando che le notizie di misure per la grande distribuzione in materia di carburanti “sono destituite di ogni fondamento“. Ma i benzinai replicano sottolineando “di aver visto il provvedimento in questione“ e confermano al momento la serrata chiedendo al ministro Claudio Scajola una convocazione per confermare “l`inesistenza di una volontà di procedere in questa direzione“. Il botta e risposta benzinai-governo arriva nella serata di ieri dopo che le associazioni di categoria dei gestori avevano annunciato uno stop di due giorni che rischierebbe di lasciare l`Italia “a secco“ a metà novembre. Una serrata contro la quale si sono schierati anche i consumatori definendo l`iniziativa “vergognosa“ e accusando “la lobby dei benzinai“ di osteggiare “la concorrenza“, contrastando la possibilità di un calo dei prezzi al consumo di benzina e gasolio. Calo dei prezzi che, conferma da parte sua la grande distribuzione che con l`apertura della vendita dei carburanti in supermercati e ipermercati sarebbe possibile. Come sottolineato dal colosso francese Auchan che parla di ipotesi di riduzione dei prezzi fino a 10 centesimi al litro, 4 euro cioè in meno per ogni pieno da 40 litri. E ribadito anche dalla Coop che pur senza fornire dati sull`entità dei possibili sconti conferma la possibilità di un calo dei prezzi. I benzinai parlano invece di un “regalo“ che starebbe per ricevere la Grande Distribuzione: quello allo studio delle Attività Produttive sarebbe infatti – spiegano i gestori della Faib-Aisa Confesercenti, della Fegica Cisl e della Figisc-Anisa Confcommercio – “un provvedimento reclamato espressamente dalla Grande Distribuzione, smaccatamente finalizzato a favorire gli interessi di questo operatore attraverso l`introduzione di norme ad hoc, che consentano di fare assumere alle grandi catene di supermercati una posizione di privilegio rispetto a tutti gli altri concorrenti del mercato della distribuzione carburanti“. I benzinai chiedono un incontro con Scajola ed il premier Berlusconi perchè, affermano, si tratta di “un provvedimento diretto esplicitamente contro i gestori, che da sempre garantiscono in maniera capillare il servizio ed il presidio del territorio, anche nelle sue zone più disagiate, e, allo stesso tempo, di un colpo inequivocabile all`autonomia delle Regioni che in questi anni hanno provveduto a garantire lo sviluppo dei piani di ammodernamento della rete ed il rispetto delle regole“. Secondo gli ultimi dati dell`Up, l`Italia conta ancora il maggior numero di punti vendita (22.450 contro i 15 mila tedeschi, i 14 mila francesi ed i 10 mila inglesi) ed una percentuale di self-service (solo il 18%) esigua nel confronto internazionale (99% in Francia,97% in Germania, 96% nel Regno Unito). Una rete che appare obsoleta anche nel confronto con l`erogato medio per ogni distributore: solo 1.600 metri cubi l`anno tra gasolio e benzina in Italia contro i 3.100 in Germania, i 3 mila in Francia ed i 3.500 nel Regno Unito. Intanto Erg lima il prezzo di benzina e gasolio. Da oggi, secondo le indicazioni date ai gestori della propria rete, la benzina costerà 1,280 euro al litro (con una riduzione dello 0,040 euro/litro) mentre il gasolio sarà portato a 1,205 euro al litro (pari a -0,003 euro/litro). Lo rende noto la compagnia spiegando che la decisione è stata presa in conseguenza della riduzione della media dei prezzi internazionali (Platt s High Cif Med).

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this