Non è finito nemmeno con le solite vaghe ed inutili promesse l’incontro tra il ministero dello Sviluppo Economico e le compagnie petrolifere
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fonte:
- Il Gazzettino
Roma «Non è finito nemmeno con le solite vaghe ed inutili promesse l’incontro tra il ministero dello Sviluppo Economico e le compagnie petrolifere. In pratica non si è partorito neppure il solito topolino, ossia una promessa vaga di ridurre i prezzi. Così le compagnie petrolifere potranno continuare a mangiarsi il formaggio, spennando i poveri automobilisti andati in vacanza o pronti a partire». Dire che sono insoddisfatti, dunque, è dire poco. I consumatori del Codacons commentano ocn parole di fuoco l’esito del confronto. «La richiesta di ridurre di due centesimi al litro la benzina verde avanzata dal ministero – spiegano in una nota – era come chiedere ad un serial killer di stare composto a tavola. Non a caso le compagnie hanno risposto che sono già state buone ad aumentare solo di 3 centesimi e che a decidere è il mercato, che in realtà non esiste». A questo punto il Codacons chiede che «ad intervenire sia la Guardia di Finanza, controllando i fogli di acquisto dei carburanti di pompe e depositi, per accertare se vi siano stati rialzi puramente speculativi. In caso di accertamento positivo, ossia nel caso i prezzi di vendita risultino variati nonostante i prezzi di acquisto siano rimasti stabili, si chiede di procedere al sequestro di quelle pompe e di quei depositi». Secondo il Codacons «il ministro Scajola avrebbe dovuto presentare alle compagnie i provvedimenti da approvare in Consiglio dei Ministri e in Parlamento». L’altro giorno le associazioni dei consumatori erano tornate alla carica contro il caro-carburanti aggiornando l’elenco dei rialzi: la benzina arriva a sfiorare gli 1,35 euro al litro nei distributori Shell. Aumenti generalizzati fatti scattare da tutte le compagnie, che, con rialzi di entità diversa, portano la verde agli 1,339 raggiunti martedì dall’Agip. Più frammentato il panorama sul diesel, il cui prezzo varia dagli 1,158 euro al litro di Erg e Total fino agli 1,169 euro di Shell. I prezzi dei carburanti presentano però differenze notevoli su base territoriale. È Napoli la città dove si spende di più per un pieno di benzina (1,374 euro al litro), mentre per risparmiare qualcosa conviene andare a Trieste (1,324). Le grandi città si trovano a metà classifica. Federconsumatori e Adusbef, che avevano chiesto al governo «azioni concrete» auspicano un abbattimento dei prezzi anche attraverso la liberalizzazione del canale di vendita.
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