Non fare agli altri…
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fonte:
- la Repubblica
di Michele Serra Il Codacons, autoproclamata associazione dei consumatori che da tempo immemorabile sgrida Tizio, condanna Caio, biasima Sempronio, li denuncia tutti a tre di fronte a dozzine di tribunali, si ritrova a sorpresa nei panni dell’imputato per avere pubblicato un calendario con donne nude. Un clamoroso rovesciamento di ruolo: come se Javert si ritrovasse nei panni di Jean Valjean, come se Torquemada fosse sotto processo per eresia, come se il pitbull finisse azzannato dalla sua preda, per dirla come al bar, come se un rompiballe di chiara fama fosse costretto a ritrovarsi, suo malgrado, nei panni delle sue vittime. Entrando nel merito: è un genere di difficile decifrazione, quello in questione. Tra il calendario Pirelli e quello per gli elettrauto ci si orienta con una certa difficoltà (ho sempre avuto molta più simpatia per il secondo, ma non fateci caso). Nel caso specifico, quello del calendario Codacons, propendo però, a prescindere, per il capolavoro artistico. Perché? Perché questo costringerebbe il Codacons a capire quanto è odioso essere attaccati a tradimento, quanto abominevole è la persecuzione moralista, quanto sbagliati il giudizio petulante, valutazione aggressiva, la sentenza sommaria, ovvero le armi adoperate con indefessa mancanza di dubbi, nel corso dei decenni, dal Codacons stesso. È nota, e molto frequente, la citazione delle Scritture, nonché regola d’oro di quasi tutte le religioni e i codici morali: non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te stesso. Chissà se il Codacons ha capito che questo è il suo turno.
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