17 Giugno 2003

«Non deve diventare una città per milionari»

«Non deve diventare una città per milionari»



Milano è cara. Troppo cara. Un record che nessuno ci invidia. La pubblicazione dell`annuale rapporto pubblicato dalla società di ricerche britannica Mercer che «trascina» il capoluogo lombardo al 17 posto a livello mondiale, ha acceso la miccia delle polemiche.
E a nulla è servita la giustificazione scodellata dal primo cittadino Albertini che dovrebbe far fare salti di gioia ai milanesi diventati, loro malgrado, «ricchi».
La frase ha causato reazioni, era prevedibile.
Le associazioni dei consumatori non condividono la spiegazione del sindaco, ma sono d`accordo sul fatto che la città sia veramente cara, anzi carissima.
«Manhattan, vuole che Milano diventi un`isola felice come Manhattan, vivibile per pochi?» chiede Sandro Miano del Movimento Consumatori.
«Non voglio fare politica, ma basta guardare quante Smart circolano. Quella è la terza auto…D`altra parte Milano è stata la città che per prima ha aumentato il biglietto dei mezzi pubblici, della refezione scolastica, delle piscine, della sepoltura. Ci sono stati incrementi del 15-20%. Se vogliamo stare qui, dobbiamo difenderci».
Marco Maria Donzelli, presidente Codacons, rincara la dose: «Non c`era bisogno della conferma della ricerca per scoprire che i prezzi sono assurdi e ingiustificati.
Ormai da un anno diciamo che i commercianti devono abbassarli e che gli aumenti non hanno alcun fondamento economico» e il valore del capoluogo?: «Ci chiediamo cosa c`entri con i prezzi delle ciliegie o dell`acqua minerale. Semmai potrebbe avere una relazione con gli affitti. Peccato che Milano sia poco vivibile. Poi, che il sindaco esulti davanti a una notizia negativa, lo trovo sconcertante. Milano non può essere destinata solo ai milionari».
Sulla stessa linea la Federconsumatori. «L`abbiamo sempre detto che è cara ? afferma Giacinto Brighenti ? L`aumento di 1 euro del costo del biglietto del tram è stata una sollecitazione a imitare, perché arrivava da un`istituzione pubblica». Brighenti parla pure di esercizi pubblici e di alloggi inavvicinabili.
Cosa fare?: «Indicizzare la politica degli acquisti, in modo da liberare le risorse delle fasce medio-basse, pesantemente condizionate dall`inasprimento dei prelievi».
E la lunga lista va dal ticket sanitario a Rc Auto.
Angela Alberti di Adiconsum vede anche il bicchiere mezzo pieno: «Il dato positivo del salto in classifica è che Milano si allinea con le capitali europee. Lo stesso dato è invece preoccupante per i consumatori. Noi segnaliamo sofferenza e il rischio che la città diventi invivibile, deserta, con uffici. Dipende dal modello che abbiamo in mente e poi non dimentichiamo che una città non vissuta dà grossi problemi di sicurezza».
Contro l`affermazione del sindaco si schierano Gianfranco Pagliarulo, senatore dei comunisti italiani, e Francesca Corso, segretaria provinciale Pdci: «La posizione dle primo cittadino è cinica e fuori luogo. Il prezzo che Milano paga per essere diventata una delle città più care è l`emarginazione o l`espulsione dei ceti popolari e l`aumento dei nuovi poveri».



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