14 Agosto 2003

NON CI SONO PIU` I MEDICI DI FAMIGLIA DI UNA VOLTA

DOPO LA DENUNCIA DI SIRCHIA LE PROCURE DELLA REPUBBLICA DEBBONO ACCERTARE EVENTUALI OMISSIONI D`ATTI D`UFFICIO NON CI SONO PIU` I MEDICI DI FAMIGLIA DI UNA VOLTA: INACCETTABILE CHE ATTACCHINO LA SEGRETERIA TELEFONICA DOPO LE 10 DEL MATTINO

NON C`E` BISOGNO DI PIU` SOLDI PER AFFRONTARE L`EMERGENZA: BASTEREBBE CHE l`ESERCITO DEI 60.000 MEDICI DI FAMIGLIA FACESSE IL PROPRIO DOVERE






Inaccettabili gli attacchi a Sirchia o peggio ancora le frasi dei sindaci, come quella di Albertini che si permette di ironizzare in una situazione drammatica come questa. Il ministro della Salute ha fatto il proprio dovere: le Asl ed i comuni erano stati avvertiti del rischio emergenza caldo. A questo punto tocca alla Procure della Repubblica accertare le responsabilità e le eventuali omissioni d`atti d`ufficio che, evidentemente, non riguardano il ministero della Salute.
“Non c`è bisogno di soldi per preparare l`emergenza. In Italia c`è una rete diffusa su tutto il territorio: sono i medici di famiglia, già pagati per esercitare la loro funzione capillarmente. I comuni e le Asl dovevano prepararsi a far funzionare una task force di emergenza in caso di crisi come queste“ ha dichiarato il prof. Emilio De Lipsis, consulente medico del Codacons. “Ancora una volta la gente corre in ospedale scavalcando la prima linea di filtro dei medici di famiglia che, salvo eccezioni encomiabili, mostra una certa negligenza ed incertezza professionale“ ha proseguito il prof De Lipsis.
In Italia c`è un esercito di oltre 60.000 medici di famiglia, una task force è, quindi, già a disposizione. Basterebbe che funzionasse. E` inaccettabile che i medici di famiglia attacchino la segreteria telefonica alle 10 del mattino! Significa scaricare sugli ospedali casi che potrebbero essere meglio curati a domicilio. Inevitabile che poi nei nosocomi ci siano disservizi ed ore di attesa al Pronto Soccorso. Salvo un`esigua minoranza di professionisti scrupolosi, i medici di famiglia non hanno svolto un ruolo adeguato alla situazione di emergenza creatasi. Ecco le semplici cose che avrebbero dovuto fare e che, nella gran parte dei casi, non hanno fatto:


· Preparare le liste dei loro pazienti a rischio.

· Dare consigli ai pazienti a rischio, ai loro famigliari o ai loro conoscenti su come fronteggiare il caldo.


· Andare a trovare in casa i pazienti più a rischio, anche se non chiamati, specie quelli che vivono soli.


· Non attaccare le segreterie telefoniche e visitare in giornata anche chi chiama dopo le 10 del mattino.


· In caso di ferie dare ai loro sostituti l`elenco dei pazienti a rischio da visitare periodicamente a domicilio


Un`ultima questione. Che fine ha fatto la task force di emergenza medica costituita, su proposta del Codacons, dal Comune di Roma, in occasione della crisi sui farmaci statine, per prevenire ed affrontare situazioni di emergenza medica come questa? Ai posteri l`ardua sentenza.

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