«Non ci siamo rivolti a Sorical»
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fonte:
- Il quotidiano della Calabria
SULLA vicendaacquail Codaconsnon hamai rivoltole proprie iniziative nei riguardi della Sorical ma solo nei confronti delle pubbliche amministrazioni, unici soggetti che, in quanto coinvolti istituzionalmente nella gestione del servizio di approvvigionamento idrico, sono chiamati a garantire ai cittadini la qualità dell’ acqua. E’ quantoprecisal’ associazione a difesa dei diritti dei consumatori inmerito adun articolo, da noi pubblicato l’ altro ieri, nel quale davamo conto della replica di Sorical aduna sua precedente nota circa la “vexata quaestio” dellapotabilitàdell’ acquache arriva dall’ Alaco. Com’ è noto, al riguardo il Codacons, sulla base di alcune analisi, solleva da tempo seri dubbi mentre Sorical ha sempre respinto ogni addebito, ribadendo lapotabilità dell’ acqua nel tragitto tra l’ invaso dell’ Alaco e i serbatoi dei comuni daessaforniti. «Giova comunque ricordare – si legge in una nota diffusa ieri dall’ avvocato Claudio Cricenti – che il Codacons è un’ associazione dei consumatori che, agendo confunzioniparapubblicistiche, ha ilpotere-dovere di perseguire i propri fini, specie laddove questi riguardinol’ ambiente e lasalute umana, anche a mezzo di denunce, esposti ed azioni giudiziarie. Attività che viene svoltaanche amezzo della garanzia all’ informazione che, lungi dall’ essere inesatta o non veritiera, è quella che l’ associazione apprende dalle istituzioni». Un passaggio, questo, che replica in maniera diretta a quanto affermato dalla Sorical che nel citato articolo di ieri avevacontestato, nel complesso e dati alla mano, le precedenti affermazioni dell’ associazione. «In sostanza – questo il senso -non è stato il Codacons a fornire informazioni inesatte, quelle da noi comunicate alla stampa ci sono state date dalle istituzioni». In ogni caso, prosegue la nota, «gli allarmi sull’ acqua di colore marrone e maleodorante, gli avvisi di garanzia per omessi controlli, le interrogazioni parlamentari, non sono certo circostan che, invece, non può esimersi dal rapportarsi ad esse chiedendo chiarezza alle autorità competenti. Ed è proprio questo che sta facendo e continuerà a fare». Sulla salute umana, sottolinea ancora l’ associazione, non si possono tollerare errori, superficialità, incertezze ed approssimazione, falsi o reali allarmi. Ecco perché il Codacons non vuole sindacare una singola analisi (a Vazzano piuttosto che a Vibo), «ma ha chiesto, si ripete non alla Sorical bensì alle pubbliche amministrazioni competenti, chiarezza su un sistema di gestione che si era avviato con lacreazione dellatask force (di cui la Sorical non faceva parte) che aveva messo in luce l’ esigenza di una rigida definizione delle competenze e dellanecessitàdi procedere alla caratterizzazione delle acque ed alle analisi sui sedimenti, per poter poi continuare ad effettuare, con consapevolezza, le analisi di routine e di verificanel rispetto dei parametri normativi». Viene respinta con fermezza l’ accusa di creare allarmismi anzi, elogiando l’ importante azione della prefettura, il Codacons rivendica di aver instaurato da tempo, senza clamore pubblicitario, con le autorità amministrative e giudiziarie, «rapporti di collaborazione ma certamente anche di garanzia (nei limiti del suo ruolo), finalizzati, anche ad individuare fonti alternative di approvvigionamento idrico (vedasi case dell’ acqua) qualora, dall’ esito delle indagini penali, o da accertamenti sanitari, si dovesse rendere inevitabile l’ abbandono dell’ Alaco». C’ è di più, in un certo senso molto di più: ribadendo che la sua azione non si fermerà fino a certe, ufficiali e definitive assicurazioni da parte delle pubbliche autorità, l’ associazione dei consumatori comunica che avvierà «un’ azione di risarcimento danni davanti al Tar del Lazio ed il 18 maggio, alle 10.30 su corso Vittorio Emanuele II, predisporrà un banchetto presso il quale illustrerà ai cittadini i particolari dell’ azione risarcitoria. In tale contesto i Pablo Live canteranno una versione rivisitata di Calabrisella e verranno vendute, al prezzo simbolico di 1 euro, bottiglietteconacquariempitadai rubinetti. Il ricavato verrà devoluto alla famiglia del piccolo ChristianMazzeo, il bimbo cieco diMantineo lacui commovente vicendaè ampiamente nota. «Il Codacons riaffermalasuamassimafiducia nelle autorità pubbliche competenti ad assicurare, a mezzo di analisi, accertamenti ed indagini, latutela della salute dei cittadini».
di francesco prestia
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- Rassegna Stampa
