18 Ottobre 2014

Non ci fu inquinamento nella facoltà di Farmacia

Non ci fu inquinamento nella facoltà di Farmacia

Tutti assolti a Catania gli otto imputati per i presunti casi di inquinamento ambientale nella facoltà universitaria di Farmacia. Secondo l’ accusa, sarebbero stati sversati direttamente nei lavandini dei laboratori, senza alcuna cautela, composti chimici usati per sperimentazione. I capi di imputazione andavano dal disastro ambientale all’ omissione di atti d’ ufficio. Il pm Giuseppe Sturiale nell’ udienza del 10 gennaio scorso aveva chiesto condanne comprese tra 3 anni e due mesi e 4 anni di reclusione. I fatti risalgono al 2007. Il Tribunale ha pronunciato l’ assoluzione «perchè il fatto non sussiste». Gli imputatisono Antonino Domina ex direttore amministrativo, (il pm aveva chiesto 4 anni); Lucio Mannino dirigente dell’ ufficio tecnico (3 anni ed otto mesi la richiesta), e altre persone per le quali era stata proposta la pena di tre anni ciascuna: tre componenti la stessa commissione, Giuseppe Ronsisvalle, Francesco Paolo Bonina e Giovanni Puglisi; il medico competente, Marcello Bellia; il responsabile del sistema per la sicurezza, Fulvio La Pergola e Franco Vittorio. Il dibattimento dinanzi ai giudici della terza sezione penale del Tribunale di Catania iniziato il 12 gennaio del 2012, cinque anni dopo il sequestro di una parte del dipartimento di Farmacia alla Cittadella universitaria per i presunti casi di inquinamento provocati da uno smaltimento incauto e irregolare delle sostanze chimiche. Nel corso delle indagini preliminari la posizione di altre quattro persone, accusate di turbativa d’ sta venne stralciata e poi archiviata. Era uscito dal dibattimento perchè deceduto l’ ex rettore e parlamentare nazionale del Mpa, Ferdinando Latteri, morto il 14 luglio del 2011. Nel procedimento si sono costituite 15 parti civili: i familiari di sei per Il rettore dell’ Università di Catania, Giacomo Pignataro, soddisfatto della sentenza sone decedute e di sette malati gravi, la Cgil, Cittadinananzattiva Sicilia e il Codacons. L’ Università è stata presente nella doppia veste di responsabile civile e di parte lesa. La sede della facoltà di Farmacia alla cittadella universitaria venne sequestrata dai carabinieri il 8 novembre del 2008, su decreto del Gip che la ritenne «attualmente contaminata dalla presenza di sostanze pericolose in percentuali elevatissime» con una «situazione potenzialmente altamente pericolosa per l’ incolumità delle persone che frequentano i locali dell’ edificio, per la presenza di vapori prodotti dalle sostanze inquinanti presenti nel sottosuolo». Un’ indagine svolta da una società lombarda aveva rilevato contaminazioni da mercurio, zinco, antimonio, arsenico, cadmio, cromo, piombo, rame, nichel e stagno con percentuali che superano i livelli industriali. Erano affiorate poi vicende di impiegati e studenti che frequentavamo il laboratorio e si erano ammalati. Tra queste, quelle di Emanuele Patanè un ricercatore di 29 anni morto di tumore e aveva tenuto nel computer un diario di quanto accadeva nel laboratorio. A rendere pubblico il memoriale di Emanuele fu suo padre.

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