3 Luglio 2006

“Non cediamo: un uomo una macchina“

Il segretario della Fita-Cna: faremo la serrata, il decreto colpisce una categoria debole

“Non cediamo: un uomo una macchina“

“Non è vero che le regole non si concertano, soprattutto quando arrivano a produrre effetti sociali. Il problema è la volontà politica. E non voglio neppure pensare che il governo non riceva i tassisti. Questa vicenda rischia di diventare una questione di forza tale… “. Maurizio Longo, segretario nazionale della Fita-Cna non fa un passo indietro che sia uno. Il decreto Bersani proprio non lo manda giù: “I quasi 50mila tassisti italiani l`11 luglio faranno la serrata delle auto perché non vogliono l`eliminazione del principio “un uomo una macchina““. E non risparmia critiche ai sindaci: “Non sfruttano tutti gli strumenti normativi della legge 21 degli anni 90, come la flessibilità. Una legge dall`equilibrio perfetto, percepita dopo 14 anni di faticoso dibattito e che ha cancellato il monopolio delle multilicenze alle imprese. E ora… “. Ogniqualvolta si parla di licenze la categoria minaccia di bloccare le città. Ma i taxi in Italia sono pochi, costosi e spesso introvabili. Volete far saltare il governo o il vostro obiettivo sono i sindaci? “Il nostro obiettivo è preciso: sospendere l`esecutività del decreto per fare un approfondimento rispetto alle scelte compiute. Non ci può essere il cumulo delle licenze e l`avvio dell`industrializzazione del servizio sul modello di New York“. Ma l`offerta è insufficiente a soddisfare la domanda, l`ha detto anche l`Antitrust. “Non è vero che licenze a New York sono libere. Dal 1937 e fino al 2004 non sono stati rilasciati “medaglioni“. Poi ne sono stati dati 900, ma nella grande mela il numero delle licenze resta contingentato“. Lasciamo perdere l`America, parliamo dell`Italia e della protesta in atto in casa nostra. “Con i prezzi che ci sono non è possibile pagare un dipendente. In America, dove esiste l`industrializzazione del servizio, affittano il conducente per 6 euro l`ora, senza la cura del veicolo e dell`utente. Molto spesso quando un cliente vuole andare fuori città si finge la rottura del motore. E, se andiamo a vedere le tariffe, non c`è un gran vantaggio. Lì per 5 km di corsa urbana si spendono 6,76 euro. A Roma 7,60 (ma il Codacons parla di 19-20, ndr)“. Perché allora avete questa fobia sui nuovi taxi? “I sindaci hanno strumenti normativi che non applicano fino in fondo. Roma ha condiviso 300 licenze ma ancora non vengono erogate. E la categoria non s`è opposta. Il problema è del Comune di Roma: c`è stato il bando, l`accesso al concorso ma tutto va a rilento. Non solo. Nella commissione taxi, dove ci sono anche i consumatori, i miei mi dicono che non hanno mai potuto partecipare“. E altrove? “A Milano, quando hanno aperto la Fiera del Mobile, il Comune ha fatto circolare tutti coloro che non erano in servizio. Ciò dimostra che un`amministrazione può avere polmoni da utilizzare per gestire gli eventi. Ma questo decreto… colpisce noi che siamo una categoria debole. I professori universitari, le compagnie portuali e chi lavora nei media non verranno toccati“.

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