16 Febbraio 2018

«Da qui non ce ne andiamo» Gli sfollati sfidano il Comune

LE REAZIONI «Forse con un ferito, ed è brutto anche solo pensarlo, ci sarebbe stata una risposta diversa da parte dell’ amministrazione, invece ci propongono soluzioni alloggiative da prendere o lasciare in poche ore, che si trovano in altri quartieri: soluzioni impraticabili per tanti motivi, a partire dal lavoro. Da qui non ce ne andiamo». Trolley e buste della spesa, piena di cibo e abiti, strette tra le mani dei residenti che le trascinano fuori dalle due palazzine ai civici 16 e 24 di via Tito Livio Andronico, (quartiere Balduina), evacuate dopo la voragine e il crollo di una parte della strada, mercoledì scorso, a ridosso del cantiere della EcoLattanzio Srl. ALLOGGI LONTANI «La maggior parte delle famiglie si è organizzata a casa di amici e parenti ma non è pensabile che l’ amministrazione metta a disposizione degli alloggi dall’ altra parte di Roma». Ettore Romagnoli, avvocato e residente con studio in uno dei due palazzi evacuati, non nasconde la preoccupazione e la rabbia. «Sa cosa ci hanno detto? Che le sistemazioni alternative, oltre a essere lontane scadranno, ma se qui resta tutto così per mesi, se ci vorrà chissà quanto per ripristinare il tutto noi che facciamo?». Chi ha potuto, ed è la maggior parte delle 20 famiglie fatte andar via dalle proprie case, ha trovato rifugio da familiari e conoscenti. Altri hanno trascorso la notte di mercoledì scorso nell’ hotel Tiberio di via Lattanzio (a spese proprie). «Ci hanno letteralmente sbattuto fuori di casa. Noi l’ alloggio messo a disposizione dal Comune l’ abbiamo rifiutato», spiega Paolo Tommano. «Qui ci abita mia suocera, di 92 anni, che non può per le sue condizioni di salute stare in un residence, andrà da mio cognato». E come la signora, tante altre sono le famiglie che in queste ore si stanno organizzando in maniera autonoma proprio perché le strutture messe a disposizione dal Campidoglio non sembrano praticabili. Anche Federica Colarieti, residente al civico 24, con un papà malato ha rifiutato l’ alloggio offerto da palazzo Senatorio. Tra gli hotel selezionati dall’ amministrazione c’ è il residence Sacconi, al quartiere Flaminio e un’ altra struttura in via dei Carraresi, alla Pisana. Alcune famiglie come quella dell’ avvocato Giancarlo De Caprariis hanno accettato, ma sono poche: appena 13 persone (tutte al Sacconi), come ha fatto sapere ieri sera il Campidoglio. «Ho una bambina di 3 mesi spiega De Caprariis e siamo stati costretti ad accettare perché non abbiamo parenti a Roma». «LASCIATI DA SOLI» «Non mi hanno permesso di prendere l’ auto dal cortile di casa e sto facendo avanti e indietro per recuperare il necessario grazie all’ aiuto di un amico, l’ amministrazione non ci ha messo a disposizione dei veicoli conclude De Caprariis siamo pochi quelli che devono accettare obtorto collo le soluzioni del Comune e non ci aiutano neanche negli spostamenti. Ma se le famiglie in difficoltà fossero state di più?». Le ripercussioni, a cascata, si riversano in queste ore anche sui residenti che vivono nei palazzi adiacenti a quelli evacuati: le linee telefoniche restano interrotte, internet non funziona, l’ acqua ieri è rimasta chiusa per tutta la giornata e sospeso anche il gas in via precauzionale. Le indagini dei vigili del fuoco andranno avanti nei prossimi giorni «per valutare l’ evoluzione dello smottamento spiega l’ ingegner Luigi Liolli i tempi per permettere alle famiglie di rientrare a casa non saranno brevissimi, bisognerà prima procedere alla messa in sicurezza dell’ area franata verso il cantiere e purtroppo mi dispiace per il disagio, i tempi non saranno rapidi». Intanto il Codacons è pronto a lanciare una class-action risarcitoria per i residenti della Balduina. Camilla Mozzetti © RIPRODUZIONE RISERVATA.
camilla mozzetti

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