“Non c’ è lavoro per i giovani, questa la tragedia dell’ Italia”
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fonte:
- Repubblica.it
le parole del rettore dell’ alma mater studiorum di bologna, ivano dionigi, salutando i ragazzi che tentano il test di medicina: solo nel capoluogo emiliano tremila candidati per 440 posti. “non demordete, il paese si salverà grazie a voi”
“Ormai è una prassi consolidata, in attesa di escogitare qualcosa di meglio sono un male necessario”. Così il rettore Ivano Dionigi si è espresso sui test di accesso a Medicina nel giorno della prova per tremila giovani candidati all’ Alma Mater. In palio 440 posti e il sogno di indossare il camice bianco. Ai padiglioni della Fiera, con centinaia di genitori e amici fuori in attesa, il rettore è passato verso mezzogiorno per salutare gli aspiranti studenti in Medicina: solo uno su sette ce la farà. E sul bonus Maturità, cancellato dal decreto legge sulla scuola presentato oggi in consiglio dei ministri, Dionigi osserva: “Il corso di studi alle superiori deve contare, altrimenti tutto si riduce alla lotteria dei test. Il bonus era un tentativo, ma così applicato ha fatto emergere molte controindicazioni”. Segui Repubblica Bologna su Facebook e Twitter Poi il suo pensiero al futuro di questi ragazzi, sia di chi entrerà sia di chi rimarrà fuori. “Va bene in grandi numeri, coloro che avranno successo perché ammessi, chi si laurea e diventa dottore di ricerca. Il problema è tutto il resto, tutti gli altri di tutti i giorni e di tutte le università. Credo che siamo arrivati al nodo e prima ce lo diciamo tutti e meglio è. Per almeno tre mesi la politica, le istituzioni, i mass media dovrebbero parlare del mancato lavoro per i giovani, questa è la tragedia del Paese, il vero dramma che rischia di schiacciarci tutti al di là della nostra buona volontà, migliaia di giovani che faranno l’ università e che non troveranno lavoro nonostante abbiamo meno nati e meno laureati del necessario”. Per il rettore l’ università deve “fare il proprio mestiere”, preparare bene i ragazzi, garantire i docenti migliori e il diritto allo studio. “Sino a dieci anni fa bastava questo, ora noi rettori abbiamo un mestiere supplementare, aiutare i giovani nell’ ingresso nel mercato del lavoro, pensare a corsi più curvati sulle esigenze della società, preoccuparci di offrire stage, esperienze all’ estero, tenere rapporti con l’ industria”. Ai ragazzi, conclude Dionigi, “dico che non devono demordere, che il Paese si salverà per merito loro, che devono cercare di essere migliori, non degli altri, ma per sé stessi”. All’ ingresso, la protesta contro il numero chiuso. Il Codacons inviata gli esclusi a fare ricorso al Tar del Lazio, mentre il Coordinamento universitario srotola lo striscione: “Il numero chiuso non è salutare”.
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