10 Ottobre 2015

Non c’ è fretta per l’ inchiesta sulle spese compiute da Ignazio Marino

Non c’ è fretta per l’ inchiesta sulle spese compiute da Ignazio Marino. Le verifiche, partite dopo gli esposti di M5s e Fratelli d’ Italia, sono alle prime battute. A piazzale Clodio si ribadisce che di per sè la vicenda è chiara, in parte già congelata con la pubblicazione di ricevute e scontrini. La restituzione da parte di Marino dei fondi non eviterebbe alcuna conclusione. «Nel caso dovrà esser valutato dal giudice, come attenuante. Sempre nell’ ipotesi che si proceda», viene ribadito. In ogni caso la «fattispecie» al vaglio è quella di peculato, ma non è ancora rubricata. Il fascicolo sul caso è ancora un «modello 45» senza ipotesi di reato od indagati. La delega alla squadra di polizia giudiziaria della Guardia di finanza per acquisire i documenti sarà firmata nelle prossime ore. Il pm Roberto Felici, d’ intesa con il procuratore aggiunto Francesco Caporale e il capo Giuseppe Pignatone, non vuole affrettare i tempi. A breve non è in programma l’ audizione o la convocazione di Marino, si aggiunge. Perché prima servono le carte, i documenti. Quei conti delle cene da spiegare? Forse. Ma anche qualcos’ altro. Come gli estremi della carta di credito e dei limiti di spesa cambiati. C’ è già la prima richiesta di risarcimento danni. È quella del Codacons, che ieri ha depositato formale costituzione di parte offesa. i pm ipotizzano il peculato e il codacons chiede i danni.
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox