24 Settembre 2020

«Non c’ è una visione organica della mobilità urbana»

marie e secondarie di primo grado, i bambini saranno tutti regolarmente in classe, di mattina. In due scuole – «Quinto Ennio» e «Cesare Battisti» – il rispetto delle distanze sarà garantito mediante sdoppiamenti dei gruppi classe o attraverso rotazione degli alunni in presenza (a turno, un gruppo di ragazzi alla volta, seguirà le lezioni da remoto per alcuni giorni all’ anno). Al «Livio Tempesta» si è già optato per i doppi turni. Intanto, il sindaco Carlo Salvemini fa sapere che si è chiuso l’ avviso pubblico per la ricerca di immobili scolastici da utilizzare per spostarvi alcune aule del «Cesare Battisti». Tra le candidature giunte, solo una risponde ai requisiti richiesti. «Ci confronteremo appena possibile con la dirigente per prendere insieme, consultando le famiglie, la decisione più condivisa possibile, nell’ interesse della città e dei ragazzi», fa sapere Salvemini. A Nardò, il sindaco Pippi Mellone fa sapere di «aver affidato i servizi di trasporto scolastico, aumentando il numero delle corse, dei pullman e conseguentemente degli autisti e delle accompagnatrici, e pre -post scuola, ampliando anche qui le unità deputate alla sorveglianza dei più piccoli. Ho ritenuto opportuno dotare le accompagnatrici e gli autisti dei mezzi di un termometro a infrarossi e senza contatto per garantire la misurazione della temperatura prima della salita dei bimbi sui mezzi». «Bisogna ripartire con una visione più ampia e di sistema della città e della sua mobilità». Il Coda cons interviene proprio a ridosso dell’ avvio del nuovo anno scolastico sul problema della circolazione in città, ritenendo che, fino ad ora, gli interventi siano sempre stati estemporanei e mai inquadrati in una visione complessiva della problematica. «Sono anni che sollecitiamo, inascoltati, un serio intervento di programmazione in materia di traffico – dicono i responsabili – Si sperava in una nuova sensibilità e un nuovo coraggio da parte della Amministrazione Salvemini ma a distanza di oltre un anno i risultati sono decisamente insignificanti e gli interventi largamente discutibili». «A Lecce non si è mai riusciti ad avviare un confronto serio, costruttivo e sistemico sul problema traffico – dicono i responsabili del Codacons – Siamo passati da un dibattito sui danni e i vantaggi che le auto in centro portano al commercio cittadino, ad una visione del “green” che vede nei pericolosi monopattini la nuova frontiera della mobilità alternativa come risposta ad un problema che deve, invece, essere affrontato in modo tecnico». Quanto alle piste ciclabili, «come si ostinano a chiamarle, sono per lo più fantasiose, promiscue su aree pedonali, su marciapiedi, miste con le corsie preferenziali, sorte dall’ oggi al domani con un tratto di vernice e prive di un sistema organico di collegamento». Ancora: «La gestione dei parcheggi è attuata più in una logica economica -commerciale e di inutili inaugurazioni, che poco riguardano un sistema integrato di mobilità urbana». Capitolo trasporti pubblici: «È un sistema impantanato intorno al filobus e risponde più ad una lo gica egocentrica che ad una reale visione della città, della sua dimensione, della sua mobilità e del suo essere al centro della penisola salentina». Il Codacons «sottolinea, da oltre dieci anni, che Lecce non solo è la porta obbligata per la direttrice verso il Sud Salento ma è anche destinataria di moltissime auto in entrata, con una notevolissima quotidiana forza attrattiva dalla propria provincia e da quelle di Brindisi e Taranto. Se non si parte da queste semplici considerazioni il risultato non potrà che essere fallimentare, come gli interventi posti in essere dall’ Amministrazione stanno dimostrando, evidentemente frutto di una ideologica visione “green”, che poi “green” non è. In realtà non dobbiamo inventare nulla di nuovo, ma semplicemente avviare un sistema integrato di mobilità che consideri i parcheggi, i trasporti pubblici, i mezzi di mobilità alternativa e le automobili, unitamente ai grandi mezzi di trasporto, componenti di un unico sistema di mobilità».

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