1 Febbraio 2002

«Non boicottate la Ztl»

Lobefaro,
primo municipio:
«Non boicottate la Ztl»

Quarantuno miliardi di lire. E? la somma che secondo il Codacons il Campidoglio dovrà restituire ai romani per aver applicato, secondo quanto denunciato dall?Ospol, una multa doppia (127.020 lire) a coloro che sono entrati nel centro storico senza permesso. Una cifra non da poco, che scaturisce dalla moltiplicazione delle 650 mila multe emesse nei primi 3 mesi di attività del sistema elettronico che vigila sulla Zona a traffico limitato (Ztl). Ora il Comune dovrà prendere una posizione ufficiale. Dovrà dire quale sarà la sua linea di condotta. L?Ospol la vuole leggere nero su bianco. E non sarà facile.
«Le cose sono due – spiega Gabriele Di Bella, segretario romano dell?Organizzazione Sindacale delle polizie locali – O i vigili hanno sbagliato a fare le multe dal 1987 (data di istituzione della Ztl ndr) applicando il comma 9 dell?articolo 7 del Codice della strada. O sono sbagliate queste 650 mila multe elevate dal sistema elettronico. Noi crediamo che l?errore sia stato fatto dal cervellone e da chi lo ha programmato. Ma se, invece, è vero il contrario sarà senza dubbio interesse della magistratura contabile verificare gli incredibili ammanchi economici derivanti dalla mancata applicazione dell?importo di 127 mila lire».

Alla luce di questo ragionamento il Coordinamento associazioni difesa dei diritti dei consumatori ha presentato una diffida al Comune di Roma e al comandante della Polizia municipale, Aldo Zanetti, a restituire ai romani gli oltre 41 miliardi di lire. E non solo. Il Codacons ha invitato i cittadini a rivolgersi ai propri consulenti per contestare le contravvenzioni e chiedere il risarcimento dei danni al Giudice di pace.

Ma se errore c?è stato, di chi è la responsabilità? La Sta, l?agenzia per la mobilità del Comune, che gestisce il sistema elettronico (Iride) si è subito ?chiamata fuori“: «Nell?ambito della costruzione del sistema Iride è stato nominato un responsabile del procedimento sanzionatorio nella persona del vicecomandante del I Gruppo dei vigili urbani – hanno fatto sapere – Pertanto, tutte le scelte in materia sono state effettuate su precisa disposizione della polizia municipale». Quasi a dire : l?errore c?è ma non non c?entriamo nulla. «È un sistema che è stato supervisionato da tanti esperti ? dice l?assessore Di Carlo ? e anche alla luce degli ultimi chiarimenti che mi ha dato il comandante Zanetti, non credo ci siano errori. Ma siamo in democrazia. Ognuno può dire quel che vuole e i cittadini possono pagare o fare ricorso».
Il comandante dei vigili urbani, Aldo Zanetti, resta fermo sulla sua posizione: «Le nostre multe sono esatte – dice senza esitazione – Le due tariffe diverse riguardano due diverse infrazioni. Quella da 63mila lire riguarda il transito nella zona a traffico limitato, quella da 127 mila lire, invece, chi passa il varco. E lo può fare soltanto dove ci sono le telecamere perchè non c?è vigile che può permettere ad un automobilista senza permesso di entrare». E aggiunge: «Queste storie le ho già viste e sentite. I cittadini che hanno ricevuto le multe facciano quello che vogliono. Ma non devono dimenticarsi che dopo i 60 giorni se il giudice a cui hanno rivolto il ricorso gli dà torto dovranno pagare un importo ancora maggiore».
Sulla questione è intervenuto anche il presidente del I municipio Giuseppe Lobefaro: «I tentativi di alcuni settori interni ed esterni dell?Amministrazione comunale di boicottare l?uso dei varchi elettronici, non possono che essere dannosi per gli sforzi che stiamo facendo per recuperare la vivibilità della città». Ma l?Ospol replica: «Non siamo contrari ai varchi ma al modo come sono gestiti».

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