14 Maggio 2003

Non aprite quella porta

Non aprite quella porta
Un ascensore messo sotto sequestro dall`autorità giudiziaria
Impianti fuorilegge, scarsa manutenzione, controlli disinvolti. Gli ascensori d`Italia? Sempre più pericolosi. Perché sono vecchi















Napoli, domenica 9 marzo: nel tranquillo quartiere del Vomero una famiglia di quattro persone va a pranzo da amici, in un palazzo anni Venti. Entrano nell`ascensore, salgono al quinto piano. Hanno appena il tempo di sentire uno schianto improvviso: la cabina precipita. Una donna muore, il marito, il figlio e la fidanzata restano feriti.
Abbiategrasso, martedì 11 marzo: in una casa di riposo del Milanese una donna di 90 anni, con seri problemi alla vista e costretta a muoversi in sedia a rotelle, apre la porta dell`ascensore, al secondo piano dell`edificio. Non si accorge di avere davanti a sé il vuoto: avanza, precipita, muore.
Castelvetrano, domenica 27 aprile: al pianoterra di una palazzina popolare alla periferia del paese siciliano, un bambino di 5 anni s`infila di slancio nella cabina, forse un braccio resta all`esterno.
Non si sa come il piccolo viene trascinato via, in una folle corsa verso l`alto. Urla, tentano di salvarlo, tutto è inutile.
Quando la porta automatica esterna si apre, al terzo piano, il corpo è dilaniato, schiacciato tra il vano ascensore e il muro. Ventiquattr`ore prima, dopo una settimana di fermo, il tecnico dell`impresa di manutenzione aveva dichiarato che l`impianto, in funzione dal 2001, era in regola.

Tre tragedie in due mesi. In quasi tre anni, dal giugno 2000 all`aprile 2003, i morti sono stati 13, su un totale di 44 incidenti.
«L`ascensore è uno dei mezzi di trasporto più sicuri al mondo» garantisce su internet il sito www.tuttoascensori.it, specializzato sull`argomento.
All`Anacam, l`Associazione delle imprese di costruzione e manutenzione (600 associati tra le 2 mila aziende del settore che fatturano 5 miliardi di euro l`anno), danno cifre sorprendenti.
Sui 750 mila ascensori d`Italia, il numero più alto al mondo, viaggiano ogni giorno dai 35 ai 45 milioni di passeggeri. Una massa impressionante. Possono davvero considerarsi al sicuro? «Ma via, ci sono più morti in un weekend sulle strade che in un anno su tutti i 750 mila ascensori italiani» sbotta Corrado Sforza Fogliani, presidente di Confedilizia, l`associazione dei maggiori proprietari di case. «Almeno 400 mila di quegli impianti hanno più di trent`anni.
Per poter dire che si è garantita davvero la sicurezza, bisognerebbe fare di più, convincere i proprietari ad adeguarsi tecnologicamente» controbatte Roberto Trentin, direttore generale dell`Anacam. E dal ministero delle Attività produttive, che ha il compito di sorvegliare gli organismi privati deputati al collaudo e al controllo degli ascensori, filtra la notizia che esistono in Italia almeno 20 mila impianti fuorilegge, mai collaudati eppure quotidianamente in servizio.


Riassume Carlo Rienzi, fondatore del Codacons, agguerrita organizzazione dei consumatori: «Il parco ascensori è vecchio. La manutenzione scarsa: i controlli sono affidati ai privati, il condominio o il proprietario paga e la ditta dà il bollino, certificando che tutto è a posto. È un settore in cui gli interessi sono enormi».
Tanto che oggi la Confedilizia accusa la lobby dei costruttori di ascensori di sfruttare le ultime tragedie per imbastire un gigantesco business, mirato alla «rottamazione» dei vecchi impianti. Sostiene Sforza Fogliani: «Gli incidenti mortali sono successi per cattivo uso, non per cattivo funzionamento degli impianti.
E quanto a Castelvetrano, senza voler considerare che ai bambini sotto i 12 anni è proibito andare da soli in ascensore, bisogna ricordare che c`era appena stato un controllo. Non sarà il caso di controllare i controllori piuttosto che invocare che si installi un telefono per l`emergenza in ogni cabina o che si sostituiscano argani e motori?».

Sulla carta, la griglia dei controlli è in Italia tra le più severe. Un calendario rigoroso, previsto da un decreto dell`estate 1999, varato sull`onda di una normativa europea, chiede ai proprietari o all`amministrazione del condominio di ingaggiare una ditta di manutenzione che ogni sei mesi verifichi l`impianto. Ogni due anni ci vuole un più accurato esame tecnico dell`Asl, dell`Arpa (Agenzia regionale di protezione dell`ambiente) o di uno dei 68 organismi privati registrati presso il ministero alle Attività produttive.
È capitato, però, in quel di Bolzano, che il ministero abbia accertato contatti irregolari fra uno di questi organismi e una ditta di manutenzione, cioè tra controllore e controllato. Risultato: un provvedimento di sospensione dell`organismo, bocciato però dal Tar. Così come è capitato, in una città del Sud, che uno di questi organismi abbia incaricato dei controlli non un ingegnere, come è previsto per legge, ma un tecnico qualunque.
E succede pure che i più rigorosi fra i 68 organismi si lamentino di vedersi sottrarre i clienti dai loro colleghi meno severi.

Né va meglio con le verifiche semestrali. Segnala Trentin: «I condomini vogliono risparmiare sulla manutenzione, si arriva a canoni di soli 10 euro al mese. La qualità ne risente. E soprattutto, se una ditta ritiene che sia il caso di sostituire, per ragioni di sicurezza, uno dei 2 mila meccanismi che servono a far andare il più semplice degli ascensori, può solo suggerirlo al proprietario o all`amministratore: se quello non vuole, non c`è niente da fare».

Per rimediare, il governo avrebbe allo studio un decreto. L`idea? Punire i controllori troppo disinvolti nelle verifiche. Costringere i condomini a osservare le indicazioni delle ditte di manutenzione.
E stabilire un`età limite al di là della quale gli ascensori vanno adeguati agli standard europei. Costo previsto, secondo l`Anacam, dai 3.500 ai 4 mila euro per impianto.
A salire, c`è da scommetterci, saranno soprattutto le proteste dei proprietari.


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