“Non approvate il bilancio 2012. Non è aderente alla realtà”
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fonte:
- La Nazione
di GIULIA MAESTRINI SI ANNUNCIAVA già complicata, l’ assemblea degli azionisti della banca Monte dei Paschi in programma questa mattina, senza bisogno di aggiungere benzina sul fuoco. Invece, arriva nuovo carburante a rinvigorire le fiamme, grazie al Codacons pronto a dare battaglia. L’ associazione a tutela dei consumatori, infatti, chiede che gli azionisti boccino il bilancio 2012 che presenterebbe «gravi irregolarità» e, allo stesso tempo, che vengano trasferite allo Stato azioni per 4 miliardi di euro (il valore del prestito nei confronti di Mps) così da ?commissariare’ di fatto la banca, permettendo l’ ingresso dello Stato nel management. Mica spiccioli. «La realtà è ben diversa da quella descritta dalla Banca nella proposta di bilancio» attacca, lancia in resta, il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. Che aggiunge: «Il rischio è che, nei prossimi anni, si vada incontro a un crac peggiore di quello della Parmalat. Siamo ancora in tempo per impedirlo e questo è il nostro obiettivo: non distruggere il Monte dei Paschi, ma anzi tutelarlo, grazie a un’ operazione-verità che metta a riparo dipendenti, azionisti e cittadini senesi». Per accertare questa ?verità’ il Codacons si è già mosso su numerosi fronti; costituitosi parte offesa nel maggio dello scorso anno, si è già rivolto al Tar, al Consiglio di Stato, a Bankitalia, alla Consob e addirittura alla Commissione Europea. Oltre ad aver fatto arrivare sul tavolo della Procura di Siena una denuncia nei confronti dei vertici della banca per le ipotesi, appunto, di false comunicazioni ai soci, nonché di falso in bilancio. LA QUESTIONE ruota intorno a una perdita di 2 miliardi di euro, derivante dalle operazioni stipulate con Deutsche Bank e Nomura che erano state, a loro volta, utilizzate per ?spalmare’ gli oltre 730 milioni di euro di perdite di Alexandria e Santorini; questa perdita sostanzialmente non sarebbe ?evidenziata’ nel bilancio 2012 e metterebbe teoricamente a rischio il rientro, nei confronti dello Stato, dei 4 miliardi di prestito. «Lo scenario è molto complesso ? afferma Giuseppe Bivona, consulente finanziario che sta seguendo la vicenda Mps per conto di Codacons ? tanto che anche la magistratura fatica a venirne a capo. Di fatto, se le due operazioni ?incriminate’ non fossero state fatte, oggi Mps non avrebbe bisogno di aiuti di stato per 4 miliardi di euro». Dure, quindi, le richieste del Codacons all’ assemblea degli azionisti; non approvare il bilancio e, anzi, ?commissariare’ la banca, sostituendo il management reo di mantenere troppa continuità con il precedente. E la passerella senese è ghiotta, tanto che il Codacons ne approfitta per lanciare addirittura un appello al neo-premier Enrico Letta e al nuovo ministro dell’ economia Fabrizio Saccomanni: «bloccare il prestito da 4 miliardi di euro a Mps», bollata come «operazione suicida», e con quei soldi rimborsare ai cittadini l’ Imu sulla prima casa. Evitando qualsiasi accenno al ?costo’ ? o per meglio dire al mancato introito ? che questo significherebbe per le casse dello Stato: il ?prestito’ a Mps è fruttuoso, ovvero matura interessi del 9% (che su 4 miliardi sono poco meno di 400 milioni di euro l’ anno). Mica spiccioli.
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