Nomisma: «niente speculazioni sui prezzi della benzina», ma i consumatori contestano: è la più cara d’ europa.
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fonte:
- Il Gazzettino
ROMA – La benzina va alle stelle e l’ italiano si affida al gas. Nei primi 4 mesi dell’ anno, a fronte di un mercato in calo del 20,2%, infatti, le vendite dei modelli alimentati a metano sono cresciute del 51,7%, quelle a gpl addirittura del 90,9%. Una tendenza – rileva il Centro Studi Promotor GL events – dettata dagli aumenti dei prezzi del carburante che fanno preferire alimentazioni alternative convenienti e a basso impatto ambientale. Con un’ auto a metano il costo del carburante è poco più di un terzo di quello di un’ auto a benzina: il costo per percorrere un chilometro è di 6,45 centesimi, con il gpl 11,49 centesimi, con il gasolio 14,93 centesimi e con la benzina 18,18 centesimi. Il problema è trovare i rifornimenti: i distributori a metano sono solo 812, a gpl circa il doppio. Sul fronte della “verde”, ancora interventi al ribasso, sia pure limitati e in un clima di sostanziale stabilità, con Eni che ha diminuito il diesel di 0,5 cent euro al litro ed Esso che è scesa di 1 centesimo sulla benzina. A livello Paese il prezzo medio praticato della benzina (in modalità servito) va dall’ 1,831 euro al litro di Eni all’ 1,846 di Tamoil (no-logo a 1,736 euro al litro). Per il diesel si passa dall’ 1,733 euro al litro di Eni all’ 1,742 di Q8 (no-logo a 1,608). Il gpl infine è tra 0,818 euro al litro ancora di Eni e 0,860 di TotalErg (no-logo a 0,805). Il metano costa più o meno come il gpl ma ha una resa migliore: Nomisma spezza una lancia a favore dei petrolieri: la doppia velocità nell’ adeguamento dei prezzi della benzina «non esiste, è una percezione dei consumatori», c’ è «alta correlazione» tra le quotazioni internazionali del greggio e i prezzi alla pompa. Di fronte al calo del petrolio, la società di ricerca prevede dunque una ulteriore discesa dei listini, già in calo, «verso 1,80-1,70 euro al litro». «In sostanza per anni gli automobilisti sono stati preda di una psicosi collettiva», ribatte il Codacons. «All’ Italia resta il triste primato di paese europeo dove il costo dei carburanti è più alto. Per questo un aumento dell’ Iva a settembre sarebbe una tragedia e per questo dobbiamo ancora liberalizzare e ammodernare il settore», affermano Adusbef e Federconsumatori: «In Italia non è ancora stato fatto un serio processo di liberalizzazione. È inammissibile che in tutto il Paese ci siano solo 400 pompe low cost che fanno sconti significativi – affermano i presidenti Elio Lannutti e Rosario Trefiletti -. Non sono 3.000 o 4.000». In ogni caso si taglia. I consumi petroliferi italiani nel mese di aprile sono ammontati a circa 5,1 milioni di tonnellate, con una nuova diminuzione del 14,1% (-843.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2011. Nei primi quattro mesi del 2012, i consumi sono stati pari a circa 20,9 milioni di tonnellate, con un calo del 10,6%.
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