«Fuori i nomi dei tassisti in sciopero»
MILANO ASSOLTI i sindacati ma non i tassisti che tra il 15 e il 21 febbraio avevano fermato il servizio nelle principali città italiane contro un emendamento, inserito allora nel decreto Milleproroghe, che avrebbe spianato la strada al ‘nemico’ Uber. Uno sciopero selvaggio, senza il dovuto preavviso (almeno dieci giorni secondo le norme che regolano i servizi pubblici) che rischia di costare caro a chi lo ha attuato. IN SEGUITO anche alla denuncia presentata allora dal Codacons, l’ Autorità di garanzia per gli scioperi ha aperto un’ indagine sulle astensioni illegittime dal servizio taxi a Roma, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Napoli e Torino. Il Garante per gli scioperi ha ritenuto che non ci siano state responsabilità da parte dei sindacati e delle associazioni di categoria. Ma a livello individuale sì, ascrivibili ai tassisti che avevano sospeso il servizio. Per questo l’ Autorità ha chiesto ai sindaci di fornire i nominativi dei singoli che, non avendo svolto l’ ordinario turno, si sono illegittimamente astenuti dalle prestazioni lavorative per poter eventualmente adottare le relative sanzioni. Sanzioni che difficilmente potranno rientrare nell’ articolo 340 del codice penale che prevede addirittura la reclusione fino a un anno, ma che sarebbero soprattutto di natura pecuniaria. DI FRONTE all’ intervento del Garante, il Codacons parla di «importante vittoria» e avverte che dovrà essere fatto tutto ciò che è in potere dei Comuni per individuare i soggetti coinvolti. Il presidente Carlo Rienzi fa sapere che «se i sindaci non forniranno i nominativi all’ Autorità saremo costretti a denunciarli per omissione di atti d’ ufficio». Diversa la reazione delle associazioni di categoria dei tassisti con Federtaxi/Cisal e Ugl/Taxi che avvertono che «prima di colpire in modo così esteso, sarebbe quantomeno più opportuno cercare di capire le ragioni e i motivi della base». MA PROPRIO nel giorno in cui è sceso in campo il Garante, l’ assemblea delle organizzazioni dei tassisti e delle centrali radio ha approvato un nuovo sciopero nazionale delle auto bianche per il 29 maggio. La protesta, indetta perché il governo non dà segnali che debellino il «caporalato tecnologico» e non contrasta le multinazionali dello sfruttamento consentendo una concorrenza sleale, secondo Nicola Di Giacobbe di Unica Taxi-Cgil, si concretizzerà nella sospensione del servizio solo nei porti, negli aeroporti e nelle stazioni. Una protesta che, annunciata dopo l’ intervento del Garante, suscita la perplessità dell’ Unione nazionale consumatori che la considera legittima, ma spera che si tratti solo di una coincidenza altrimenti sarebbe «nella migliore delle ipotesi inopportuna». Achille Perego.
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